ANNALISA
Annalisa sulla porta di casa la vidi per la prima volta
con gli occhi di chi non vede e di chi non ragiona,
ma solamente con gli occhi di chi ama.
L'ho scoperta lì per caso, ma son sicuro che
se anche non fosse stato in quella circostanza,
l'avrei incontrata in qualche altra parte della mia vita.
Bianca in viso, come il foglio d'un disegno non ancora iniziato,
ma che certamente è già nella fantasia del destino.
Mi accorsi subito di quei suoi grandi occhi, teneri ed ansiosi,
stranamente sensuali.
Mi soffermai a capire di lei e di quella strana circostanza,
racchiusa in quello sguardo dove c'era dolcezza e sfida,
per te Annalisa che donna eri per necessità prima,
e maturazione poi.
Dei suoi capelli ricordo solo il rosso intenso, vivo da
sembrare fuoco per dar luce e calore.
Non credevo di essermi innamorato a prima vista,
forse il mio era solo affetto verso una compagna,
un'amicizia andata al di là di ogni aspettativa, una pagina
che a raccontarla nella mia storia, risulta banale e ridicola.
Amore, non facevo che ridere al solo pronunciare di quella parola,
ora la ripeto mentre con il pensiero da lei torno.
Sembra strano che la ricordi ancora così perfettamente,
mentre parla canta e discute in assemblee programmate,
per incontri di vertice o più semplicemente per ballate di piazza.
Eppure, sento che è ancora qua, con me, Annalisa non è
mai morta come qualcuno crede, l'ho scritto su i mille muri
della mia città, sei presente nel mio animo, come in ognuno di noi.
Non è mai stato tempo di dediche o frasi d'amore, non mi è
mai importato nulla di come gli altri costruiscano un affetto,
noi lo abbiamo fatto a modo nostro, alzando al ciclo
ilpugno di una mano, o barricandoci dietro macchine
rovesciate in scontri tra polizia.
Non ci siamo mai chiesti il perché del nostro tenero impulso,
nato spontaneo, senza una precisa ricerca ho bisogno,
forse ci siamo accorti di volerci bene, come fratelli,
come amanti, altresì come compagni di lotta, ma nel giorno
che ti ho perduto, credimi Annalisa, di nascosto per
vergogna ho pianto.
Il rimorso di coscienza mi attanaglia, rimproverandomi
l'ostinatezza creatisi per altri scopi in cui io credevo
ciecamente, fini rivelatisi in confronto, al di sotto
della tua immensa importanza.
Mi sono accorto di aver perso qualcosa che era utile
ai miei svaghi, alle mie incertezze, alle sconclusionate
ideologie divise e combattute, tra un abbraccio
e un litigio portato a termine con inutili musonerie,
eravamo bambini sciocchi, bambini a cui si toglie il desiderio
di possedere, o di aver ragione.
E’sempre stato difficile instaurare nuovi rapporti, da allora
non ho trovato quella persona che mi coinvolgesse in tali
e tante situazioni, al tempo stesso diverse e se vuoi
contrastanti.
Il destino con noi o perlomeno con te non è mai stato
amico, tanti piccoli particolari ne sono la testimonianza.
Ma noi con la nostra voglia di combattere contro chiunque,
caparbi a testa alta, disposti a tutto ci siamo battuti.
Senza sapere che la causa più importante era sotto i
nostri stessi occhi.
Ciechi, davanti all'evidenza ci siamo arresi..
Annalisa non è morta senza aver lasciato di se una
testimonianza.
Annalisa è morta per chi non la conosceva per chi
non l'ha capita.
Per me Annalisa sei ancora viva, in un abbraccio, in
un pugno alzato, tra un comizio e un corteo, è lì
che ti ho conosciuta, e anche se non sei mai stata
un fiore, il profumo della tua vita aleggia nell'aria,
inebriandomi di forza e coraggio, lo stesso che avevi tu
in quei meravigliosi occhi di quel giorno.