domenica, 31 dicembre 2006
NELLA PENOMBRA.
 
Vicini alla finestra che da sul mondo
guardiamo lo spazio di questa notte.
Siamo ancora una volta liberi di
poter dire “Felice di esser qua!”
Lo dichiariamo senza parlare, mentre
il fiato appanna il cuore…
La luce è spenta…
ma i lineamenti s’intravedono
riflessi nei vetri che paiono
occhi aperti su quel che di lontano appare.
Basta la luna per questo incontro…
Basta il silenzio per girare
senza ali il mondo…
Manca un minuto al nuovo anno
e tu scendi lieve posandoti
dove solo le mie mani ti possono
cogliere…ed io faccio altrettanto
mentre una luce nel cielo
festeggia quello che chiamano inizio.
Mi domando da quanto tempo
ti conosco, uno strano pensiero
a cui non so rispondere
perché il tempo sé arreso
alla nostra indifferenza…
poi riconosco a me stesso
che tu sei la vita
e la sua essenza, ma questo
lo dirò un'altra volta…
ora mille colori si accendono
nell’aria è giunto fino a noi
il nuovo anno
e davanti noi se
inchinato.
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categoria:poesie d amore
venerdì, 29 dicembre 2006
belle gambe
Stasera le lenzuola sono un invito
e le tue gambe un richiamo.
Le forme desideri, e le mie
membra archi in tensione.
La voglia è densa
come la notte,
…un tutto che ci assale, ma io
ne nego l’evidenza mentre tra
le mie gambe si fa luce.
Le tue parole nello spazio
sono finite…
come il tempo dell’attesa…
e ora di alzare il sipario
e di entrare in scena,
mentre un volteggiar di corpi
sfumati sui muri si raccoglie
e si trasforma…
Ora negli occhi chiusi
raccontata da noi intrepidi amanti
c’è la passione di chi si tocca
con mani sapienti
che conducono dove
non ci si mostra ad alcuno
se non per scambiar
altra passione.
Stasera, teso sospingo il ventre
nel ventre e sospiro, ansante,
mentre tu mirabilmente
ti nutri senza lasciar
traccia nascondendo
e tenendo nei tuoi
infiniti spazi.
Grido, gridi,
contorcendo i fremiti
che bruciano in fiamme saffiche.
Mentre parole mai osate
si pronunciano nell’aria calda…
da noi poi esasperate,
ora somiglianti
allo stridore delle corde di violino
per un concerto dove noi
siamo esecutori e maestri.
Fino a quando piegando le ginocchia
nelle ginocchia ci avvolgiamo
come foglie raccolte dal vento…
all’accader di ciò
mi chino nel tuo seno ultimo confine
che vedo prima…di perdermi
nei ricordi di quel che è
appena stato.
 
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categoria:poesie eros
lunedì, 25 dicembre 2006
PER VOI DEL BLOG
 
Scrivo su pagine di vetro
la sera tardi…
e lascio parte
di me
a chi, anche se lontano,
per un attimo mi sarà accanto.
Scrivo raccontandomi
raccontandoti, mentre
navighiamo negli spazi
aperti di invisibili luci.
Mi propongo, ti proponi,
lanciando messaggi
che qualcuno raccoglierà
e in altre notti verranno
poi letti.
Scrivo per dimenticare, per ricordare,
per evolvermi e cambiare,
...sostenendomi...
sottolineando
i miei errori,
perché tu li sappia comprendere
e poi in un attimo perderne la memoria.
Poi scrivo l’amore…
quello di perduti amanti…
quello di chi chiede perdono…
così facendo parlo anche del tuo
che non conosco,
ma che ho provato
in giorni dove mi son
come te... dichiarato.
Mi affaccio, ti affacci
dalle stazioni dove siamo
ad aspettare i nostri treni.
E così facendo guadiamo le ore
nel riquadro dello schermo
alla nostra destra,
quanto ancora possiamo stare
...per sapere quanto dobbiamo
ancora aspettare per salire,
per volare, o per andare
una volta ancora a letto
e lì sognare…
Scriverò anche domani
su pagine di vetro...
e domani scriverò
nuovamente di noi
anime in volo
naviganti negli
spazi di invisibili luci
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categoria:riflessioni, qualcosa di me
lunedì, 25 dicembre 2006
 
Torno.
 
Torno una volta ancora.
Torno per te amore mio.
Torno come fosse
la nostra prima volta.
Basterà che m’affacci
oltre gli occhi,
girando l’angolo delle ragioni,
che ti vedrò comparire
come un sole da dietro
le colline.
Basterà che sciolga
i nodi invisibili delle nostre
incomprensioni, che il mondo
comincerà di nuovo
a girare…
alfine che tu
possa giungere
nuovamente dove
era il nostro
appuntamento.
Torno amore.
Torno per compiere
il nostro destino…
ed è per questo
che da ombra torno
ad esser luce…
illuminato dai riflessi
dei tuoi pensieri
accorsi in questa
immaginaria stazione
della vita.
Torno per dividere,
condividere, speranze
di prossimi giorni…
certo di quel che dico.
Ora sta a te aprire
la porta che conduce
all’unione delle
nostre anime.
La mia è già qui,
ai piedi di queste
parole…
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categoria:poesie d amore
venerdì, 22 dicembre 2006
    
Il mio nome è Tarif
venditore nordafricano,
quello scuro come le mie
borse in finta pelle.
 
Il mio nome è Riccardo
pendolare sulla tratta
Genova – Milano
quello che si addormenta
tornando a casa dopo
il lavoro.
 
Il mio nome è Vittorio
volontario in Piazza S. Elia
raccolgo derrate alimentari
il sabato pomeriggio.
 
Il mio nome è Natasha
venduta per duemila euro
prostituta a riscatto.
 
Il mio nome è Mariola
ho dodici anni
sono nomade senza madre
elemosino sui gradini
del supermercato.
 
Il mio nome è Mario
intreccio cani di lana
in tre colori ad Agrigento
la gente sento chiedersi
come faccio, sono cieco dalla
nascita.
 
Il mio nome è Ludovico
portiere di notte alla pensione Rosa
allo svincolo dell’autostrada
che porta a Rovigo.
 
Il mio nome è Babel
sono del Bangladesh
vendo orecchini e incensi.
 
Il mio nome è Tony,
canto alla fermata di Lepanto a Roma
tra la macchina del caffè
e la vidimatrice del treno.
 
Il mio nome è Carlo
barbone sotto la mole a Torino.
 
Il mio nome è Suor Pamela
sono ecuadoriana porto la
fede sempre in ogni missione.
 
Il mio nome è Shamim
vendo ad offerta libera
“Terra di mezzo” stampato
per raccontare del regime
del mio paese.
 
Il mio nome è Anna
ho ottantadue anni
e vivo con 247 euro di pensione.
 
Il mio nome è Diego
e da tre anni vivo
all’Ucciardone
so fare il caffè
meglio degli altri
miei compagni di cella.
 
Il mio nome è Filippo
figlio di genitori separati
…a Natale ancora non
so dove andrò…
 
…e il tuo nome quale è?
Puoi inserirlo in questa breve lista?
Non è importante che tu lo faccia…
importante è non dimenticarsi
che questa non è l’altra parte del mondo…
ma è il tuo mondo
…qualsiasi nome tu abbia.
 
Buon Natale a tutti voi.
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categoria:poesie sulla vita, poesie che vanno oltre
mercoledì, 20 dicembre 2006
IO
 
Io uomo, io donna,
e mai Dio.
Io a meta strada
tra uomo e donna
senza sapere
qual’è il vero corpo mio.
Io figlio, io padre,
figlio senza padre
e padre senza figlio.
Nato nel passaggio veloce
che c’è tra l’apertura
di una bocca e uno sbadiglio,
mentre ora sono un essere
senza pace.
Io fertile seme, e poi dura corteccia.
Incisa con falsi ti amo
da bugiardi amanti,
intrecciati nel bisogno
di qualcosa che ti prende per mano.
Io che ho cercato di capire,
smussando angoli
che come fiori
tornavano a fiorire.
Io nel vento,
io piantato in terra,
io che non sono di nessuno,
io edera sul mondo.
Ora non più convinto
anche se alla luce del nuovo mattino
continuo a mostrare il mio pentimento.
Ma da cosa, ma da chi,
questo ancora non mi è dato di sapere
e per questo che vado errando
in cerca di una consolazione.
Forse questo essere
meraviglioso sei tu,
vorrei non dirtelo,
ma perdonami
se lo faccio una volta ancora,
per me sarà come staccare
un’altro petalo da quel fiore
che contiene
questi nostri giorni.
 
 
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categoria:poesie sulla vita, poesie che vanno oltre
domenica, 17 dicembre 2006
L'attore
Anche oggi entro in scena, anche oggi do prova di me stesso.
Anche oggi il mio nome è stato affisso nella locandina della vita.
Un nome non l’ho scelto, ma che qualcuno ha stabilito,
in un giorno dove il sipario si è aperto,
ed ora… eccomi qua…una volta ancora.
Recito a braccio un copione suggerito dall’alto, che io stesso
modifico quando lo sfondo dei desideri mi attrae.
Interpreto tutti i ruoli nel vortice di luci, e mi inchino e salto,
offrendomi mentre attendo applausi.
Così bilancio sulle assi di un palco il bene e il male,
assecondando ragioni mentre il tempo modifica i miei stili.
Sono un attore nel teatro più grande del mondo,
anche se non sono poi così importante.
Alle mie rappresentazioni seduto nelle prime file qualcuno
lo conosco più da vicino, gli amici sono nelle quarte,
nel mezzo ci sono i critici, spine al fianco mentre nel fondo
della sala nel buio siedono quelli che non vedo da tempo
ma che affollano ancora i miei pensieri.
Anche oggi entro in scena, anche oggi sarò Re o Tiranno,
povero o ricco, padre o figlio, falso, sincero, amato, odiato
e tutto questo su fondali di cartone
divenendo servo o padrone.
Spero di farlo senza recar danni
…a questi anni,
segni che non si cancellano…
qualcuno le chiama ferite…
io preferisco chiamarle
magnifiche serate.
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categoria:riflessioni, poesie che vanno oltre
mercoledì, 13 dicembre 2006
La voliera
 
Voli anche tu come me
nella voliera in giardino.
E’ a forma esagonale,
e al suo centro ce un tronco d’albero,
che ci fa girare in tondo
perpetuamente.
Ho visto le tue piume già un giro fa,
o almeno credo.
Spesso sto su in alto
dove l’uomo che ci porta da mangiare
a posto quel legno che sembra un ramo,
in verità è finto,
comunque lì
poggio i miei pensieri
mentre vedo gli altri girare
e ancora girare.
Voli anche tu come me
nella voliera in giardino
mi è parso di vederti
mentre bevi lasciando
al vento le piccole piume
dei tuoi anni.
Sei la sola cosa che
mi tiene compagnia
nelle stagioni che passano veloci
mentre al di fuori c’è
la danza di mille foglie.
Ho un segreto
che non ho mai confessato
agli altri che stanno quà,
ma a te lo voglio raccontare.
Lì fuori, oltre a noi,
ho visto un altro come me,
in un giorno che entrambi
ci siam fatti coraggio.
Non ci siam toccati.
Solo l’aria che poteva
ci ha sfiorati.
Eravamo uguali
che sembravamo
in uno specchio d’acqua.
Poi però ho capito
che tra noi qualcosa
era diverso.
E’ stato quando
un rumore ci ha fatti alzare in volo
per lo spavento.
Io, sono finito contro il tronco
e poi in alto contro il tetto
ricadendo di nuovo giù
lui al contrario di me nel cielo
se innalzato
per poi sparire
oltre gli occhi miei.
Lì ho capito,
son certo di aver capito.
Lui son sicuro sapeva già.
Voli anche tu
come me nella voliera in giardino
ora ne sono certo
perché ti vedo
già da tempo.
Se vuoi venirmi a trovare
io abito lassù
dove il cielo..
e fatto da carta di giornale.
Li ogni tanto
quando lo cambiano
scopro che qualcuno
intorno a me
non vola più.                       
 
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mercoledì, 13 dicembre 2006
trapezista
NEL CIRCO DELLA NOSTRA VITA
 
 
Ogni giorno sotto un tendone di stelle
come pagliacci entriamo in scena
nel circo della nostra vita.
Nel breve spazio di un tempo
determinato dal destino,
volteggiamo nelle circostanze della storia.
Siamo attori senza copione,
acrobati senza rete, siamo uomini
e donne, credenti e peccatori, ma in entrambi i casi,
volgiamo lo sguardo al cielo…
illusi che qualcuno ci guardi.
Forse con la paura di venir giudicati,
forse con la speranza nel cuore.
Così continuiamo a gridare, mentre altri
come noi ci fanno saltare in cerchi di fuoco,
illusi ancor di più che qualcuno ci …ascolti.
Forse questo accade
quando crediamo di avere tutto a disposizione
senza esser in verità possessori di niente.
E così, mentre la ragione e il dolore dispongono
della nostra vita, ci accorgiamo di essere relegati
in questa prigione senza sbarre,
dove tutto è delimitato da un filo invisibile
che indica il confine con la libertà,
un posto che nessuno ha mai raggiunto.
Ogni giorno sotto un tendone di stelle
ballo in equilibrio con accanto i desideri,
tentazioni che senza tregua mi confondono,
rendendo la certezza delle cose
solo un immagine artificiale della vita.
Accade così di cadere nell’errore.
Basta una valutazione imprecisa,
un passo azzardato, un tempo sbagliato,
e tu, sei giù nella polvere…sotto i riflettori
di chi inflessibile ti infligge una pena,
ma agli altri poco importa, indaffarati come sono
a provare i propri esercizi.
E così aspetto che si abbassino le luci
che il pubblico pagante mi lasci solo nella scena,
in quel momento nel silenzio generale
della mente…m’accorgo di me e dei miei pensieri,
m’accorgo del mondo e della vita
e poi di te…che nell’alto del tendone
volteggi da un trapezio all’altro
assomigli anche tu ad un passero
che non trova via d’uscita…eppure
quel Dio di cui si parla dicono che un giorno ci salverà.
Ma quando? Allora, m’accorgo di quell’inutile mio aspettare
ed è per questo che Domani, salirò la fune che porta
al trapezio più alto,…se tu vorrai,
lì in quel momento, proverò insieme a te
quel triplice salto mortale
che nessuno da tempo per paura prova più.
Lì, in quel momento, varchèrò la soglia
che delimita la nostra libertà,..
anche se la vedessimo solo per un istante,
proveremo ad altri
che quella libertà esiste…esiste…esiste.
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categoria:poesie d amore, poesie che vanno oltre
martedì, 12 dicembre 2006

dormedorme

BASTA POCO
 
 
Dormi nel silenzio d'un pomeriggio d'inverno.
Tutto tace nel giardino oltre il vetro delle finestre,
tutto tace nei tuoi pensieri oltre i capelli e la mente.
M'accorgo d'esser accanto al tuo fiato
che sul collo spande il suo calore.
Una carezza leggera che passa a cullare il mio riposo.
La nostra è una piccola stanza minuta, come le pretese
di chi si circonda di semplici cose sparse un pò qua e un pò là.
Gli abiti stanchi e le scarpe a baciare il pavimento,
sono il contorno del nostro vivere leggero.
Come i tuoi sogni accennati da un sorriso
che pronuncia rilassato il tuo dormire.  
Mancano solo le parole all'atmosfera,
ma ora non sono necessarie,
il bianco e nero sono colori che si addicono    
al silenzio e a questo mio starti accanto.
Ora non hai età bella nel tuo corpo,
vera come lo scorgere dei tuoi occhi chiusi,
unica per questo tuo generoso mostrare.
C'è così poco nel nostro piccolo
che decidiamo di regalarci quel poco nel silenzio.
In queste ore dove la ricchezza è procurata dai nostri corpi,
ti percorro senza limitazioni
sullo snodare dove le strade sembrano non aver mai fine.
Chi potrà mai capire dal di fuori quali sensazioni,
quali emozioni, possono offrire i minuti del nostro stare insieme.
Si è vero, nel mondo c'è confusione,
si ride, si balla, si canta, si è in tanti e tutto è una luce,
e tutto e un clamore c'è musica, festa, regali.
Ma a noi, cosa importa.
E poi, cosa ne sa la gente,
di come è bello il nostro silenzio in bianco e nero.
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categoria:poesie d amore