domenica, 29 aprile 2007
Il Tempo è una cupola di vetro
e noi le sue lancette
andiamo su e giù
incontrandoci e
dividendoci da
essere estremi
come il nord o
il sud o
sovrapponendoci
come gli aghi dei pini
gemelli.
A volte ci fermiamo,
ma la mano di qualcuno
ci sposta
rimettendoci
al posto giusto.
Il Tempo amore mio
è un giro che si ripete
più volte,
mentre la vita da
i numeri
al nostro passaggio.
A volte vorrei dire
basta, ma tu prolunghi
il passo quel tanto...
che io...non posso fare
a meno di seguirti
...e tu sai
che lo farò...
...e tu sai
che lo farò.
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categoria:poesie d amore
sabato, 28 aprile 2007
IX° Frammento: Sophia.
 
                        Fu solo dopo molti anni e con l’aiuto di Sophia che la mia esistenza comprese la Morte e i suoi misteri, grazie soprattutto alle capacità innate che lei aveva come dono.
Sophia era una donna dall’apparenza dura e dal viso denso, con gli occhi cosi penetranti che parevano entrarti dentro.
Sapeva rivolgere lo sguardo oltre il limitare delle cose, riusciva a scavalcare il confine tra ciò che è vita e ciò che non lo è più.
Lì, in quel luogo, dove solo lei poteva arrivare, sembrava vivere una seconda esistenza, ma per esser capace di fare questo, dovette suo malgrado sperimentare il dolore.
Un dolore non fisico, né morale, per esser più precisi quello che si avverte in un’estrema separazione.
Sophia entrò in scena molti anni dopo la Rossa, credo però opportuno che se ne parli ora, per riallacciarmi a quanto mi riferì Lorenzo in quella famosa notte.
Questa nuova figura, entrò in scena permettendomi di fare chiarezza su determinati particolari che a quel tempo erano ancora oscuri.
Sophia con la parola Morte sin da bambina ebbe un rapporto stretto e vincolante, una relazione che con gli anni sarebbe stata ancor più evidente.
Innumerevoli sono le disgrazie che la contornarono, ne tratteggerò solo alcune tristi esperienze senza però entrare nei particolari.
Sua madre fu il primo tassello di questo macabro destino, una donna già sposata, che aveva perduto il marito e un figlio in un incidente di moto.  
Quell’evento e gli ossessivi racconti di una mamma in preda alle prime crisi depressive, accompagnarono Sophia alla condizione di predestinata. Più avanti nel capitolo dedicato ai genitori capirete come e con quale perfezione lei li scelse.
Appena portata a termine inconsapevolmente la sua missione iniziatrice, la madre uscì dalla scena a causa di una malattia nervosa che in breve la consegnò ad una senilità precoce e poi ad una prematura scomparsa.
Stessa sorte ma in diverse circostanze ebbe un suo fidanzato il quale sparì misteriosamente dopo aver contratto debiti con gente poco raccomandabile, inutile furono le ricerche, come superfluo diventò lo scrollarsi di dosso di quest’assurdo fato.
Ricoverato per un semplice malessere anche il vero padre fece seguito a questo inconcepibile inanellarsi d’accadimenti, infatti, anche lui morì improvvisamente in circostanze a tutt’oggi oscure.
Da una nostra relazione, durata diversi anni, Sophia iniziò ad accrescere le sue potenzialità percettive. Ogni tanto nei nostri viaggi in macchina mi chiedeva se per caso vedessi niente di strano in alcuni luoghi ove facevamo passaggio. Alle mie negazioni, mi raccontava di vedere in quei posti, persone vagare confuse, di solito nel momento della loro morte.
In prevalenza erano incidenti stradali avvenuti anche molti anni prima. Queste apparizioni avvenivano ai suoi occhi come flash, spontaneamente, senza preavviso.
Sapeva descrivermi lo svolgersi di quel fatto e gli attimi finali di quella povera gente. Pareva sentisse il dolore subito e lo stato di smarrimento come lo svanire delle loro emozioni, ancora fresche ma trattenute a stento.
Mi affermava che rimanevano bloccati in un arco temporale, determinato dal violento impatto che essi avevano con il sopraggiungere inaspettato della morte.
A dichiarare il vero non sempre credevo a ciò che mi raccontava, anche se le riconoscevo una forte partecipazione sia fisica sia emotiva.
Affermava d’essere impotente, avrebbe voluto, ma era ostacolata, impedita, da qualcosa di soprannaturale.
Passò del tempo, prima che quella sua capacità avesse un riscontro dimostrabile, ma soprattutto una risposta al perché avvenisse.
Una sola cosa era certa, dove c’era la fine di un’esistenza Sophia, era presente. Quasi fosse inavvertitamente chiamata ad assistere il mistero di quell’evento.
 
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categoria:9° capitolo - libro
giovedì, 26 aprile 2007
SUBLIMAZIONI
 
La tua bellezza
in un istante m’ha raggiunto il cuore
con profumi e immagini
che in un sol colpo
hanno oltrepassato
le barriere poste a difesa
delle emozioni…
…ed ora con la sua leggerezza
si è seduta
a guardare per mezzo
degli occhi il mondo
come mai avevo fatto.
Pochi sono entrati in me,
pochi hanno varcato
quella soglia, ma tu
lo hai fatto
scostando i pensieri,
lasciando orme
che danzano…
e ora sospesa
nell’aria mi chiedi
d’amarti.
La tua bellezza
comprime le sensazioni
nei polmoni…
e senza fiato
rende sublime
l’intero creato
mentre mi sfiori
mentre mi scopri
mentre mi sollevi…
e tu l’hai fatto
mentre ero io
a chiedertelo.
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categoria:poesie d amore
lunedì, 23 aprile 2007
LA CENA
 
L’evidenza della nostra passione
è la tovaglia che poggia sul tavolo
dove è apparecchiata
la cena di questo prossimo amore
…e tutto quello che
ora vedi è per noi che abbiamo fame
di sguardi e di avide carezze…
amore è giunto il tempo
di sederci e gustare
le prelibate sensazioni
che con cura abbiamo
preparato.
L’invito è giunto a destinazione
e ora non c’è più nessun dubbio
a frenare i sensi che per giorni
hanno sfiorato i profumi
di quel si andava preparando…
amore è giunto il tempo
di saziare i nostri cuori
quindi non indugiare
e prendimi
come io ti prenderò.
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categoria:poesie d amore
venerdì, 20 aprile 2007

 

Un attimo

è il breve spazio che

ci separa

mentre

già con i pensieri

sono al tuo fianco.

Un attimo

è quel filo

che ci lega

avvolgendoci

in quel mio

lieve passarti

una mano sui fianchi.

Un attimo

è il desiderio

che provo

mentre

mi specchio

nei tuoi occhi.

Un attimo

è l'eterno

che si

divide

in altri

centomila

per essere

di noi

un tutt'uno.

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categoria:poesie d amore
martedì, 17 aprile 2007

 

Tu che sei

 

Hai le spalle magre

e il volto di chi si meraviglia.

Le gambe tese e gli occhi

che danno fuoco

all'animo

come paglia.

Il seno è giusto,

quel tanto che basta,

velato dietro il bianco

che da trasparenza

anche al cielo più cupo...

Nei tuoi capelli sparsi

sei il vento

che raggiunge

le mete del mio cuore

sorprendendolo

di quel che ancora accade

per me che sono

distante dai fremiti del tempo.

Hai le spalle magre

e il volto di chi si meraviglia.

La freschezza

di un giorno appena nato

e il desiderio

di chi si appaga di piccole cose.

Sei una canzone

che canterei volentieri

se avessi voce...

sei un attimo che tento di fermare

tra queste righe

...sei, e per questo

sono qui a raccontar di te.

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categoria:poesie d amore
sabato, 14 aprile 2007
OLHA
 
Il fondere del mio corpo
al tuo corpo
ci unisce in qualcosa
che le parole svilirebbero
che le luci annullerebbero
per questo tace
in queste ore l’inutile,
mentre soffuso sale
il battito dei nostri sensi
intriso al piacere
che seduce, che coinvolge...
Tu per me... sei  nostraone
versa
ei
bero
ancora
la mia anima lucente...
il pensiero sovrastante...
il delicato affondare
dove si sazia l’ape
in un fiore,
Tu per me... sei ancora
il cielo che si apre,
la notte che conduce,
la mano che racchiude...
E’ stato un piacere
attraversare
la porta che accoglie
chi varca
il finito per l’infinito.
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categoria:poesie d amore
venerdì, 06 aprile 2007
 

 

Giorno dopo Giorno

 

Appena entri

si fa luce nei miei pensieri,

come un mattino

che non è mattino

senza il lieve

posarsi del tuo sguardo

sul mio sguardo.

Ora mi sono accorto

che ti aspetto,

ora che sei giunta

sino al limite

delle mie passioni,

tu che sai ancora poco

come io di te,

ma che poi

sembra un eterno...

Le tue mani

sfogliano i miei pensieri

che io stendo

colmi di parole

perchè tu sappia

quello che provo...

Quando esci

nulla si spenge

fino al prossimo mattino

quando ti rivedrò.

Allora altri sguardi

colmeranno l'attesa,

tu che sazi senza saperlo

l'emozioni del mio animo

io che sono solo un ombra.

Se le mie mani potessero

vorrebbero raccogliere

i pensieri di quel che provi...

                                                    sino al prossimo domani.

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categoria:poesie d amore
giovedì, 05 aprile 2007
 

 

Ti muovevi flessuosa come un giunco
quasi il vento ti soffiasse sui fianchi
ti muovevi ad ogni suo respiro
ed io tra di voi assomigliavo ad un intruso
che guarda il dimenarsi della vita.
Mi chiedesti come nasce una poesia
e quante muse avessi avuto...
Non saprei dirti risposi, forse
una poesia nasce come
è nata questa...nell’immediato
sussurro che quello stesso vento
canta complice il tempo...
germoglia all’improvviso
tra gli sguardi di chi parla
nel silenzio di chi si sfoglia,
di chi vede ad occhi chiusi,
di chi si sfiora in movimenti imprecisi...
Tu oggi sei la mia musa,
tra le ore passeggere che
ci emozionano, tra trame
di storie che ci avvolgono,
tra le mani che ci sostengono,
ma questo sai, talvolta di persona non verrà
mai detto, perché non si ha il coraggio
in questo viaggio...che non si sai mai dove
ci porterà.
Così come venisti il vento
via ti portò soffiandoti sul collo
geloso delle mie attenzioni
ed io è per questo che di te cantai
quello che i miei fogli conservano
meno bene del mio cuore.
(MUSE)
postato da: provaacapire alle ore 14:34 | Permalink | commenti (5)
categoria:poesie d amore