
Oltre ogni limite.
Frusta con corde numero 9
scodinzola nell’aria, e con lieve andare
come lingua in bocca si apre lo spazio
alla ricerca del piacere altrui.
Budelli intrecciati si flettono solcando
lo spazio che porta a glutei sospesi...
Ora si piegano, si compiacciono, poi
si tendono sferzando all’unisono, e
in un sol battito dove mani non arrivano
penetrano gl’incavi di cosce
divaricate e in attesa.
Nessun grido si alza in volo
a quello schiocco, perché alla cena
dei desideri solo
l’intimo piacere è invitato, lui che
ora serpeggia su labbra umide
e vogliose. “Ancora una volta!”
sembra dire la bocca fasciata
da un foulard di seta,
quasi ad incitar il braccio teso...
e così in un volteggiare
all’indietro torna a rotear
l’arcana creatura sibilando
l’aria di fruscii che ne avvertono l’arrivo.
Fianchi ricurvi ancheggiano
oltraggiati al di sotto di seni turgidi
dai capezzoli sbocciati a fiore.
Rossa ora è la carne
che geme come fosse bocca
affamata e così ancora chiede
in quel lieve dondolare.
Allora mano ferma e decisa
che sa...affonda risoluta
sveltendo il movimento
che ora e un sussulto con il corpo intero.
In quel dare e volere nere maschere celano il peccato
di chi si compiace mentre l’istinto da frutti
bagnati agli assetati amanti.
Color brace ora è la carne
eccitata sugli altari di chi viola i confini.















