domenica, 30 settembre 2007

 

A MEMORIA
 
A piedi scalzi ho attraversato strade
lasciandomi alle spalle il dolore
che con obbligo ho calpestato,
riconoscendolo nonostante tutto,
artefice della umana crescita
condizione ultima della mia elevazione.
Ero in fila, schiena a schiena,
pronto a marciare per qualcosa
che nessuna mano afferra...”la libertà”
Ero lì non per un mio interesse,
ma per chi non ha gambe,
per chi non ha voce, e per chi come tanti
si nasconde credendosi al sicuro.
Ero nella pioggia dei miei stessi fratelli
e con loro ho nuotato alla ricerca di nuove rive
dove il cielo ha il colore della speranza.
Il mio nome e il tuo nome
comunque sarà, rimarranno uniti nel vento,
comunque gli eventi,
sparsi nel turbinio purificatore
che la pioggia da alla vita.  
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categoria:riflessioni, vita
giovedì, 27 settembre 2007

 

Foto per poesia

 

                                                                                            

PIACERI
 
Parlami ancora con la tua sapiente lingua
che spazia dalla carne all' anima
e poi sfiorami con le emozioni
che hai indossato per quella
che è la mia passione...
Fallo in queste ore prese
in prestito dalla vita,
fallo su questo corpo
che s’inarca plasmando
i fianchi tra l’incedere avventuroso
di un tuo piacere, ma non desistere
qualunque sia il richiamo dei sensi...
Poi fai silenzio mentre passerò
mani e labbra sulle nostre orme
appena calcate dal peccato.
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categoria:poesie eros
domenica, 23 settembre 2007
COME ERAVAMO
 
Ti ricordi mi cingesti il braccio su di un fianco
e qualcuno disse quanto tu fossi bella.
C’era stato del tempo da quel momento
quasi entrambi aspettassimo il via del destino
un complice nascosto dietro l’angolo
invisibile di ogni vita...
E così al fine di poter recitare il nostro ruolo
lasciammo che gli occhi avessero parole,
cancellando in fretta i timori,
cosi da slegare  il capo alle funi
dove attraccati erano i pensieri 
di altri tempi.
Prime delle promesse ci furono
le visioni di quel che eravamo,
nella trasparenza che a volte aiuta,
ma che in altre occasioni disperde...
E così si raccolsero i primi baci
dati in un giorno che sa di un gusto vicino
seduti come eravamo al bordo dell’inizio di una storia.
Chissà quale musica suonò il vento per quell’occasione
e di quale colori si vesti il giorno!
Vorrei dirti che quelli eravamo noi
scritti e disegnati dalla penna di qualcuno che ci immaginò,
avrei voluto essere io farlo, ma la mia fantasia
non sarebbe mai arrivata a tanto.
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categoria:vita, qualcosa di me, poesie d amore
giovedì, 20 settembre 2007

Senza titolo-1

 

SOLAMENTE NOI
 
Quando gli altri si accorgeranno di noi
saremo già lontani dove nessuno ci potrà mai raggiungere
distanti dalle voci e dalle spine della vita
Quando gli altri si renderanno conto di noi
sarà passata la notte e prossimo sarà il giorno
così da essere dissolti in quel che vedremo.
Quando gli altri capiranno di noi
ci abbandoneremo all’essenza
per divenire unica cosa
davanti all’infinito.
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categoria:poesie d amore
martedì, 18 settembre 2007
XII° Frammento: La Voce
 
                        Quella sera si andò in scena come previsto appena dopo la mezzanotte, giusto il tempo di sbrigare le ultime cose per la mattina seguente.
Per quell’occasione mi ero preparato delle domande, volevo chiedere a Lorenzo di più, ero curioso di sapere cosa c’era oltre il confine con l’esistenza terrena.
La sua pur essendo un’entità non corporea non mi creava né paura né timore, anzi al contrario mi affascinava.
Il trovarmi a stretto contatto con lui e con il suo mondo, mi faceva sentire al di fuori del comune, quasi avvenisse intorno a me un evento speciale.
Tante volte mi son domandato, per quale ragione avrei dovuto scrivere e raccontare tutte queste cose, perché non lasciarle morte e sepolte, dove sono rimaste per tutti questi anni.
La risposta è giunta solo ora, forse ho realizzato troppo tardi o forse l’ho fatto per rendervi partecipi delle fantasie di un pazzo. Ho creduto anche questo, poi ho deciso di render pubblica questa storia, sicuro che dalla vostra, avrete la possibilità di chiudere il libro, se stanchi, se delusi. Fortunati se gli editori, faranno questo prima di voi.
Sapervi attenti, anche se distanti, mi piace. Il poter condividere con qualcuno questo peso mi aiuta, ecco perché vi parlo, come se voi mi foste accanto. Ora però lasciate che io continui a raccontare, il soffermarsi annoia, distrae, salvo che quel parlare non fu quello di una Voce che mai dimenticherò.
La voce di quella sera, con lo stesso timbro, risuonò lenta dalle labbra della Rossa che poi si alzò leggera, riempiendo lo spazio d’intorno. 
Fin qui tutto normale, niente di strano, ma al mio chiamare, quel Lorenzo conosciuto nelle notti precedenti non rispose.
All’apparenza tutto sembrava uguale alle altre volte, ma questa voce era più calma, musicava l’aria, produceva pace, quasi non fosse mai stata d’essere umano.
Quella voce si mostrava composta d’essenza pura, pareva provenire da un altro spazio, sembrava valicare l’immensità e i suoi confini.
Pareva essere il tempo in ogni sua parte, in seguito, capii che lei... era il tempo.
Somigliava alla luce di una stella giunta da un infinito remoto, a noi sconosciuto, così lucente da poter abbagliare senza recar ferita gli occhi dell’animo terreno.
Ricordo che stetti ad ascoltare come incantato, tanto che al suo andar via, rimasi fermo ad ascoltare il ritorno dei rumori fino allora trattenuti ed immobili al suo parlare.
                       
                        - Io per essere qui, devo entrare a far parte della stessa aria che tu respiri. Sarà per questo motivo che da ora in poi anch’io mi trasformerò in parola, così d’assoggettarmi al tuo pensiero.
Dove tu troverai fatica a comprendere, concepirò nuove frasi per rendere comprensibile quello che altrimenti non sarà mai -.
 
 
 
                        Non giudicò, ma mi spiegò, non si mostrò, ma dal suo alto livello scese, destando in me stupore, mi rassicurò e poi attese.  
Con il passar dei minuti, alla mia consapevolezza diede luce con semplicità, rimanendo al di fuori delle passioni terrene, poi come venne andò via.
Al risveglio della Rossa, tutto raggiante, dichiarai di aver dialogato con un'altra entità.  
Devo esser sembrato insensato nell’affermare che parlai con una nuova voce.
La definii la Voce, fu la prima parola che mi venne in mente per descrivere il fenomeno, ma come avrei raccontato in seguito, precisai di aver udito qualcosa di più, di un essere verbalizzante.
Per molto altro tempo credetti così, e in quel modo assai bizzarro continuai a chiamarla. Suonava bene alle mie orecchie e quindi adottai questo riferimento ogni volta che ne parlavo.
La Rossa invece, quando ascoltò quel che mi era capitato, rimase dubbiosa, incredula, diffidente, un po’ come lo sareste stati voi al suo posto, ma anche a questo, un giorno la Voce mi diede spiegazione.
 
                         - L’intelletto di un essere umano è come un archivio, nel quale confluiscono tutte le informazioni genetiche ricevute dalla base universale dei vostri predecessori e poi empiricamente ampliate dalle vostre nuove esperienze.
Esso vaglia, setaccia, amplia, modifica, ogni dato, ma se in una discussione qualcuno vi raccontasse di aver visto un’astronave lunga 36 metri, la vostra mente automaticamente verificherà l’esistenza di quanto detto.
Nella ricerca, se la ragione giungesse ad un vuoto conoscitivo, in lei si creerebbe un rifiuto su quanto sentito e quindi il tutto sarebbe scartato o accantonato.
In quanto che, tale testimonianza non è né somigliante n’esistente ai parametri delle conoscenze, quindi sarebbe cestinata scartata a priori.
Molti di quelli che leggeranno o sentiranno questa storia non ti crederanno-.
 
La Rossa fu la prima. Voi non sarete gli ultimi.
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categoria:12° capitolo - libro
sabato, 15 settembre 2007
TRA CIELO E TERRA
Voli con me nel tempo dove i profumi ci toccano e oltrepassano senza far rumore,
siamo capricci contro i voleri di Dio, passioni nell’eternità di un attimo,
leggerezze e sfumature che si esaltano nello splendore di narcisi quali specchi della vita.
Amo di te l’essere amato, come in un gioco di parole che scrivo e ti scrivo,
mentre alle pendici di pensieri vengo toccato dal bagliore del sole che tu stessa emani.
Ho musica nel cuore scritta su spartiti che insieme cantiamo,
mentre apparecchiata è la leggiadria dello scherzare su letti
che abbiamo sfatto e ricomposto tra le ricerche di incavi segreti
modellati e scolpiti complice il silenzio come in una storia d’altri tempi.
Ora lo scrivo tracciando il percorso che non ha limiti come questo soffitto
confine ultimo tra cielo e terra.
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categoria:poesie d amore
venerdì, 14 settembre 2007
XI° Frammento: Il punto cardine.
 
                        Il mio matrimonio naufragò definitivamente il giorno che mia moglie dichiarò esplicitamente il suo amore per l’autista del pullman che l’aveva portata in quella gita due settimane prima.
Non la biasimai per la sua decisione, d’altronde la nostra vita matrimoniale non finì solo per via d’altre relazioni, terminò anche e soprattutto a causa del gioco.
Da un paio d’anni avevo preso il vizio di mio padre che a sua volta lo aveva ereditato da mio nonno, una catena tramandata geneticamente, un virus dal quale neanche io sono riuscito a salvarmi. Questo sarebbe stato il mio Punto Cardine[1].
Con mia moglie la risoluzione del contratto matrimoniale fu senza appello, si chiuse con poche carte bollate e senza strascichi, ponemmo fine consensualmente alla nostra storia durata circa dieci anni.
Questa separazione, pose in essere la nuova vita di coppia tra me e la Rossa che nel frattempo si era trasferita definitivamente nella mia nuova casa, presa in affitto in una località di mare.
Lì, in quell’appartamento avvenne la prima e vera rappresentazione di questa nostra recita, finalmente si andava in scena. 
Dopo mesi di prove, inconsapevolmente, si metteva in piedi la rappresentazione, da ora in poi non si sperimentava più, dalla regia qualcuno accese le luci o per meglio dire le abbassò, per far sì che l’atmosfera fosse quella giusta.  
Da quel momento tutto avrebbe avuto un altro corso e là, dove si sarebbero intrecciati discorsi sulla vita e i suoi misteri, io in prima persona ci sarei stato. Il tempo della conoscenza, della consapevolezza era arrivato, e con lui anche il periodo della confusione, del dubbio.
La Rossa ben presto divenne la prima donna di quest’atto e io di conseguenza lo stupido domatore di un destino che mi addomesticava soddisfacendo i miei sciocchi desideri.
Venne così la fatidica notte dove...  
[1] Il Punto Cardine è una parte importante su cui ruota la nostra vita. Per tutti è differente..............
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categoria:11° capitolo - libro
mercoledì, 12 settembre 2007
POCHE PAROLE
 
Con i nostri sorrisi
abbiamo acceso giorni
dal negativo volere,
illuminando strade e stanze
dove abbiamo dormito e camminato,
noi che eravamo gli agili
fruitori del tempo.
Serbo con me
le domande a cui non
rispondemmo,
portandole d’appresso perché
so che torneranno utili
nel seguitare
del nostro cammino.
Non badare a quel che dico,
ma altresì ascolta di me il silenzio
che trascinatore dell’animo
ancora varca antichi confini,
dove ti portai nella comunione d’intenti.
Ho voglia di chiamarti Amore
come se mi trovassi davanti alla
meraviglia di un canto
o al risveglio che il domani da
a chi ancora ha speranza.
Ho voglia di chiamarti desiderio
nell’intreccio di mani e bocche che
nonostante gli inverni
stringono e uniscono
consapevole di perdermi
nell’infinito che la vita
nasconde a chi non osa.
Tremo al solo pensiero
di non averti donato
quel che t’aspettavi,
sarebbe un fallimento
ancor più grave di ogni offesa,
così come sono felice nel
saperti lontana da ogni dubbio,
meta sicura di quel nostro viaggio.
Ora che ti ho detto tutto
non mi rimane che depositarmi
nello spazio eterno
del tuo cuore, lì dove solo
chi è amato sarà accolto.
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categoria:poesie d amore
domenica, 09 settembre 2007

Bolle di sapone 

Soffiami sul cuore e poi alzami fin sopra i pensieri.
Abbandonati  e volteggia negli spazi infiniti creati
dalle morbide forme dell’anima, e poi colorami
avvolgendomi in quel cristallo di sapone senza tempo.
Leggero sarà il volo che attraverserà i limiti e le paure
dove abitano solo i sogni di chi crede senza tremare.
Dimmi che mi accompagnerai tenendomi per mano figlio mio.
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categoria:poesie sull innocenza
mercoledì, 05 settembre 2007

Verso te

 

Stasera ho deciso di fermare i frettolosi passi della vita
per guardare il volto di una donna  a me conosciuta
e scrutarne ogni percorso che so già portarmi in luoghi
cari all’esistenza.
Salgo volentieri le scale che conducono al suo mondo
composto di piccole cose, ordinato e profumato come gli oggetti
che sulle mensole di specchi ripone con cura, la stessa
che mi offre in un sorriso.
Lì tra quelle pareti costruite da sapienti mani so trovare quello
che è il segreto della vita, esposto in foto che ci ritraggono
nelle mutazioni che il tempo ci ha destinato, coinvolti
ed assorti, a guardare le rive di un mare che seppure grande
è piccola cosa a confronto del nostro amore.
Vorrei dirtelo mentre accompagni anche stasera la tua fatica
dove gli orizzonti mitigano l’aspro cammino...
Se tu non fossi stata in questo mio cammino ti avrei
comunque trovata  e ti avrei raccolta come si faceva
un tempo con le cose più preziose in un fazzoletto
e portata non solo a casa , ma soprattutto nel mio cuore.
Stasera ho deciso di prenderti in braccio e salire altre scale
promettendoti altri sogni che tu hai acceso facendomi credere
d’esser stato io ad illuminarli...
postato da: provaacapire alle ore 18:20 | Permalink | commenti (8)
categoria:amore