martedì, 26 febbraio 2008

 

PASSI
 
La vita è un passo
che di fretta
s’allunga come un ombra
davanti a noi
facendo a gara
con le nostre idee.
Una corsa che ci porta
ai piedi di montagne
difficili da salire
...dove i fiumi sono lacrime
scaturite dal nostro
stesso dolore.
 
La vita sono numerosi
passi creduti importanti
...accennati, mentre ci si siede stanchi
prolungati quando sembravan pochi,
sforzati quando eran tanti.
 
Non so cosa mi son perso
quando andai di corsa,
ma di certo e che
in quel camminare ho visto i tuoi occhi.
Allora i miei passi
son divenuti salti
su strade dove ho ballato
incapace di fermarmi
come davanti hai tuoi baci
che come grappoli
ho assaporato
ubriacandomi senza limiti.
 
I miei passi allora sono stati
accompagnati da altri passi
dove insieme
hanno solcato confini
difficili d’affrontare da soli.
Ricordo ogni attimo
come fosse ora
chinato a lucidare
anima e scarpe
dalla polvere dei peccati
dalla pioggia delle estati
 
...dalle assenze dove
 hanno aperto porte e stanze.
 
I miei passi
hanno allacciando nodi
anche con il male
sodalizi che mi han fermato,
divorato,
 fino
a chiedermi.
"Ma questi
passi dove mi han portato?
 
Comunque sia, comunque è stato,
fossero quelli giorni di pioggia
o di sole sono qui con me
a scaldarmi il cuore,
come hai fatto tu
o dolce mio vedere,
passato presente e futuro
posto sulla collina
del mio salire.
Oggi ho passi segnati nella memoria
...sono storia,
nel tempo in cui ci siamo incontrti
e nel tempo ci siamo perduti.
 
Forse arrancando,
...in ginocchio pregando...
 
Ma questo per vergogna non sempre lo mostriamo
ed è per questo che i nostri passi nell’ombra
nascondiamo.
 
Loro sono stati fedeli
come l’abnegazione che hanno i minuti per le ore,
come l’amore che provi,
mentre scavi fino a graffiare il cuore..
 
mentre ti spio per capirti
mentre sono fermo ad aspettarti.
 
La vita è un passo che si allunga
come un ombra e poi svanisce,
eppure qualcuno dice
che se stai in silenzio
puoi ascoltare...
ma tu...non t'allontanare
non farlo mai senza di me.
 
 
Enrico Carlostella
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categoria:amore
martedì, 26 febbraio 2008
XIII° Frammento: Le prime spiegazioni.
 
                        La Voce, così la chiamerò da ora in poi, mi dichiarò, che l’utilizzo di Lorenzo si rese possibile, esclusivamente per giungere al mio approccio.
Per questo motivo, lo zio della Rossa ottenne lo svincolo da quello che era definito il Limbo delle morti violente[1].
 
 
 
                         - Dal momento in cui Lorenzo sarà reintegrato, sino al suo prossimo ritorno, in una vita terrena, anche il suo spirito tornerà a beneficiare della Luce[2].
Per le anime defunte, il venir messi a beneficiare della Luce, equivale ad uno dei tanti stadi di benessere esistenti aldilà delle vostre concezioni.
La posizione di tale stadio è quantificata da quanto l’anima in questione ha realizzato in vita.
Più vicina sarà la posizione al cospetto della Luce, più l’intensità energetica che si acquisisce sarà maggiore.
La Luce emana una vitalità utilizzata dalle anime solo ed esclusivamente a fin di bene, mai a scopo personale.
Le anime sono delegate a compiere diverse funzioni, sia nel loro mondo sia nei confronti d’altre anime terrene, senza però interferire nel corso del destino di queste ultime.
Per poterti parlare ho dovuto anche io riacquistare in parte, una funzionalità terrena, cosa questa non semplice, e permessa solo ad alcuni spiriti elevati -.                          
 
 
 
                                                
                        A quel tempo andavo ascoltando la Voce, come fa il visitatore di un giardino sconosciuto, dove protesi al cielo v’erano rami dai frutti inesplorati, dai colori sgargianti, là dove sole e luna apparivano entrambi nello stesso istante.
Viaggiavo rimanendo fermo sui miei piedi bloccati, come se essi fossero invasi dal veleno pietrificatore di un Dio serpente.
Mi cullavo nelle onde di quel mare profondo, dimenticando paure e limiti, elevandomi in voli dalle linee estreme.
 
 
 
                        In quel periodo, tutto intorno a me, ebbe l'aspetto di un’immensa trasformazione.
Mi sembrò di vivere una meravigliosa avventura.
Cambiai casa, sostituii il vecchio lavoro con uno nuovo, condividendo delle facoltà sconosciute con una compagna misteriosa e avvenente e in più, vivevo in una dimensione soprannaturale.
Io a differenza di tutti questi cambiamenti, rimanevo sempre lo stesso. Un sognatore con la scrittura come dote.
Un uomo dalla vita sconclusionata e dalle idee bislacche.
Un eterno incompiuto che purtroppo con il passar degli anni, diveniva sempre più giocatore conclamato.
Oramai perdevo più di quel che guadagnavo e per questo iniziai anche a chiedere prestiti che difficilmente restituivo.
Soldi dissipati in puntate senza futuro e in giornate nate perdenti.
Soldi che di solito non ritornavano alla malcapitata gente.
Una vita la mia, sempre in stato d’emergenza, con la mia famiglia, con gli affitti dei padroni di casa, con le rate di ciò che compravo, ma nonostante questo, una buona stella mi ha sempre tolto dagli impicci. Sì, ad ogni occasione saltava fuori sempre qualcosa che mi faceva andare avanti, quasi avessi qualcuno alle mie spalle.
Nelle volte che tornavo perdente, in misere sere dove mancava anche il mangiare, le uniche capacità che immancabilmente venivano fuori erano l’arte di arrangiarsi e lo scrivere.
Ma erano solo quelle le mie attitudini?


[1] Il Limbo delle morti violente...
[2] La Luce...
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categoria:13° capitolo - libro
domenica, 24 febbraio 2008

 

COME IN UN FILM
 
Nell’accendersi delle luci
dal fondo della sala sono nato.
Fu un bagliore improvviso,
mi colse, e sullo schermo
della vita mi ritrovai,
proiettato tra le braccia
di mia madre.
Lì poggiato, smisi di
piangere per ascoltare
le sue prime parole d’amore,
io che avevo
solo pochi secondi tra i titoli
di apertura di quel nuovo film.
 
Senza saperlo ero già attore
con un nome che qualcuno creò
in incontri notturni,
tra chi stupidamente
si giurò amore eterno,
come i giovani che ancora
non sanno di un copione.
Interpreti
che dovranno recitare
facendolo su strade
tra i passi confusi
di ombre in calde primavere.
Ero scalzo, affamato,
ma in una storia mi ritrovai,
e in quella storia continuai.
 
Fui avvolto in una tela
e dal sangue che mi generò
venni  lavato, mentre il proiezionista
mi lasciò la mano dopo avermi
accompagnato
in un fascio di luce.
Ora anch’io ero un fotogramma
scandito dal tempo,
ora anch’io guardavo
il mondo mentre
qualcuno mi carezzò
soffiandomi sul viso
come fa il vento.
Ero nato, e come in un film
la mia immagine diede
colore ai volti che mi videro
un giorno che non fu
mai più replicato,
se non nei discorsi
di chi non dimentica
mentre mostra alla
vita i segni della sua carriera.
Enrico Carlostella
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categoria:vita, poesie d amore
venerdì, 22 febbraio 2008
TENDE
 
Le tende come vele stanotte
ondeggiano mosse dal vento.
Trasportano i miei occhi curiosi
lungo le trame di stoffe leggere.
Tessuti orlati, ove passano
fasci di luce che si poggiano
sul tuo corpo steso e nudo.
Ornamenti che celebrano
il peccato e il sentimento
in questo luogo immorale,
ove contemplato... è l’amore.
Ho deciso di seguire
quel lento agitarsi,
quasi scoprissi
in quelle forme
la flessuosità del tuo bacino,
spoglio di ogni segreto,
caldo ed accogliente come
il palmo di una mano.
Ci siamo spinti oltre
anche stavolta,
me ne accorgo dalle nostre
ombre stampate sui muri,
che come icone ci ritraggono
mentre il muoversi nell’alto
di quelle stoffe,
assomiglia
alla profana e lenta liturgia
di chi decanta le passioni.
Anche tu come loro
sei volata nel tempo in cui
incrociasti le tue gambe alle mie,
ed anch’io, l’ho compiuto
quel giro prima di ridiscendere
tra le lenzuola, privo di fiato.
 
 
 
Si muovevano nel vento
le tende questa notte.
S’incontravano e si bramavano
aprendosi e chiudendosi,
consumando l’aria,
come noi facemmo con
le nostre bocche
assetate di baci
smaniose di parole
simili a preghiere.
Avrei voluto essere
oltre la mano che ti ha sfiorato,
oltre gli infiniti abissi
dove posto era il supremo peccato.
Avrei voluto essere oltre
la mente che ignora,
si dibatte alla porta
del tuo piacere.
Avrei voluto
ma quell’attimo
è stato così breve che
seppure l’ho rubato
con gli occhi
ora a ripensarlo è
stinto come quelle tende che ...
Pareva inopportuno
chiudere gli occhi
stanotte davanti a quella
tua bellezza ma
Morfeo anch’esso innamorato
mi soffiò dalle finestre
la visione infinita
di un cielo.
Fu l’ultima cosa che vidi
prima d’addormentarmi
accanto a te.
Enrico Carlostella
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categoria:poesie d amore
giovedì, 21 febbraio 2008
Te

Giorno dopo Giorno

 

Appena entri

si fa luce nei miei pensieri,

come un mattino

che non è mattino

senza il lieve

posarsi del tuo sguardo

sul mio sguardo.

Ora mi sono accorto

che ti aspetto,

ora che sei giunta

sino al limite

delle mie passioni,

tu che sai ancora poco

come io di te,

ma che poi

sembra un eterno...

Le tue mani

sfogliano i miei pensieri

che io stendo

colmi di parole

perchè tu sappia

quello che provo...

Quando esci

nulla si spenge

fino al prossimo mattino

quando ti rivedrò.

Allora altri sguardi

colmeranno l'attesa,

tu che sazi senza saperlo

l'emozioni del mio animo

io che sono solo un ombra.

Se le mie mani potessero

vorrebbero raccogliere

i pensieri di quel che provi...

 sino al prossimo domani.

Enrico Carlostella

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categoria:
martedì, 19 febbraio 2008

Amplessi

Seta avvolta alle mie mani la tua pelle,
mentre affondo nell’arco delle
tue gambe la punta di una freccia
pronta ad essere scoccata.
Accoppiamento di corpi smaniosi,
trasmigrazione di fiati,
mentre padrone e schiava
guarniscono bocche ansanti.
Sei un volere, un piacere,
una suadente richiesta.
Sono un peccato, l’ardire,
l’amplesso, colui che si fa
spazio…
Nell’umido tuo dimenare
raccolgo piacere
come un ape nel fiore.
Spingo, comprimo,
mentre tu ti estendi,
attraendo, invogliando,
seducendo, in un
fronte retro che
produce e induce
ad altro.
Seta avvolta alle mie mani la tua pelle,
mentre fuori esco da un bagliore…
giusto il tempo di accorgermi
del tuo grido che da luce.
Enrico Carlostella
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categoria:poesie eros
lunedì, 18 febbraio 2008
Se hai un sogno,
qualsiasi sia il suo nome,
lascia che si mostri
nella sua forma di seme
e coltivalo in te
in giorni
pieni di sole.
 
Bagnalo
del tuo sudore,
scaldalo
con il tuo calore.
 
Costruiscilo
con le tue forze,
accarezzalo
quando è fredda
la stagione,
coloralo
quando è grigia
la tua ancor giovane
vita.
 
Perché un sogno
è la linfa che scorre
dalla mente al cuore,
mentre passa
per gli occhi
dell’anima.
 
Lui sarà il ramo
dove salirai
per vedere il cielo,
la corsa
che misurerà i tuoi limiti.
Sarà il canto
che proviene dal profondo,
la mano che ti chiederà di
seguirlo.
 
Se hai un sogno,
qualsiasi sia il suo nome,
lascia che si mostri
e poi chiamalo
al sentir della tua voce
esso si avvererà.
Enrico Carlostella
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categoria:vita
venerdì, 15 febbraio 2008

 

O mia Regina

 

Nel canto del vento
ho passato notti
al fuoco di lontani ricordi.
Erano profusi da
un antico amore
e dalla nostalgia di
passeggiate al bordo
di sentimenti alati.
Sono stato intento
alla tua ricerca
o mia regina,
mentre guardavo
le indicazioni del cielo,
sospinto dai vostri richiami
volti a cercar fiducia.
Fu così che inseguii orma
dei vostri passaggi
affidandomi alle sensazioni,
e dietro scie di profumi
di pelle ansante, mi
slanciai convinto di far
cosa giusta.
Qualunque fosse
il luogo della vostra dimora
l’avrei trovato
per restituir unione
alle nostre vite disgiunte,
private da un destino avverso.
 
In notti come questa
ho servito ai fantasmi
del passato
il veleno della mia distanza.
Ostentando la pazzia
per un desiderio
che pareva esser
irraggiungibile.
Ma ora, ora che i miei
occhi rivedono
le perle dei vostri,
rimango incantato
che ringrazio l’assoluto
e divino Signore dei cieli
per il Suo intento
nei miei umili confronti.
 
Nel vedervi ora
il cielo visto a suo tempo
ritrova di nuovo la sua stella
più importante
nascosta da veli
che nulla poterono
contro la vostra
mirabile luce.
 
O mia regina
lasciate che io ora
poggi le mie labbra alle vostre,
e che quelle ciliegie
diano sapore all’essenza
delle nostre anime
vestite a passione…
 
Ma vi prego fatelo
come fosse un sospiro eterno,
perché io lo bilanci
con il tempo che mancai.
Enrico Carlostella
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categoria:amore
giovedì, 14 febbraio 2008

san valentino

NEI TUOI PENSIERI

Nessuno potrà mai sapere
l’emozione che provo mentre
accarezzo i tuoi capelli…
Io in loro mi perdo
per poi ritrovarmi nei tanti pensieri
che affollano la tua mente
disposti come fossero in una soffitta
alla rinfusa, tra mille colori
dove spaziano alla luce
dei tuoi occhi.
 
In quegl’attimi
mi sospingo fin dove
quel cielo mi contiene,
lasciandomi planare
dove sosta di te l’amore.
 
Perché possa scriverlo
tu mi lasci attingere
alla fonte dove gli
amanti di ogni tempo
aprivano i loro cuori,
e lì, disseto con le parole
nuovi amanti,
posti alla soglia
dell’infinito.
 
Nessuno potrà mai sapere
la tenerezza che provo,
mentre ti addormenti tra le mie mani,
con il viso poggiato
nell’incavo di un abbraccio
che da riparo ai sogni
che tu crei per me…
solo per me.
Enrico Carlostella
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categoria:amore
mercoledì, 13 febbraio 2008
INUTILI SPIEGAZIONI
Spiegami dove ho sbagliato!
Spiegamelo ora che sento
di non aver più domani…
ora che so di
non esser più
nel tuo futuro.
 
Tra poco avverto
mi sarai di spalle,
 
dimmi la verità ora che
sei in questa stanza…
 
pelle contro pelle.
 
Dimmelo negli attimi strazianti
di un sospiro,
che ci avvolge,
ma che non protegge…
 
Enuncia questa tua decisione
mentre afferro
questa notte
come fosse una calza a rete
che coglie le prime trasparenze,
mentre nei ricordi
avverto le prime
tue assenze.
 
Suona per me
o vento e per la mia disgrazia,
mentre lascio orme
sul suo corpo
nella violenza di un incontro
che so esser senza pace,
nella penombra di seni
divenuti all’improvviso
senza luce…
 
Allora se deve esser
questo il destino
dammi la tua bocca
nella sconfitta di chi si arrende
tra la pioggia di pensieri
su occhi senza tende…
 
Allora se deve esser
questo il fato
lasciami bere
tra l’enfasi di gambe
che contengono piacere…
 
come fosse il primo giorno
nell’assenza di un ritorno che non sarà.
 
Ora tra noi
non ci saranno più parole,
ma solo l’avido mio prendere,
come il tempo fa

...con chi non ha più stagioni.

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categoria:amore