mercoledì, 23 aprile 2008
Vento e Mare
Caldi approdi mi distraggono
mentre profumi intensi
rapiscono e distolgono
nel tempo in cui
si va nei luoghi di piacere
abbracciati nel patrimonio
di aversi.
 
Un'altra volta noi,
naviganti e naufraghi,
nella via di mezzo
che porta i corpi
dalla ragione alla follia,
mentre si è al confine
del declamar del vento
unico lenzuolo a lambir
le anime.
 
Si odono musiche
e si offrono
incantando nel vorticoso
dimenar delle onde.
 
In quel mentre
ho mani solo per
le più rosee profondità
dove risiedono le radici
del essere gradito,
fine ultimo di ogni
gemito.
 
Sfiorami, coglimi,
in quell’abisso
che porta
dal profondo al cielo
dandomi aria nei polmoni
con baci somiglianti
alle insenature delle rive.
 
…e poi struggimi di te.  
Enrico Carlostella
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martedì, 22 aprile 2008
RISCONTRI
La mia debolezza è il segno tangibile
dell’umano vivere.
Il resoconto di passi
che m’accorgo
non portarmi in nessun luogo.
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mercoledì, 16 aprile 2008
Come in film
Mentre passi tra gli scaffali di un supermercato
Mentre dici buongiorno al capoufficio
Mentre conti i gradini e frughi nelle tasche
Mentre aspetti il ritorno di un figlio
Mentre cerchi di capire e ti siedi ad aspettare
Mentre vaghi non sapendo dove andare
Mentre nuoti verso la riva dei pensieri
Mentre t’addormenti per comprare altri sogni
Io mi vedo,…poi ti chiedo,
quale è il titolo di questo film.
Mentre ti parlo Mentre ti cullo
Mentre ti accendo scansando le ombre
per farti posto…
Mentre scrivi su fogli che colori
Mentre sospiri attraversando i dolori
Mentre ti volti cercando un ricordo
Mentre gridi perché qualcuno ti ascolti
Mentre chiudi gli occhi per scenderti dentro
Tu mi vedi, poi mi chiedi,
quale sia il titolo di questo film.
Enrico Carlostella
 
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martedì, 15 aprile 2008
Ho voglia di prender su qualcosa
E partire per non so dove
E Lasciare tutto così come sta
Senza il bisogno di metterlo a posto,
E via volare con il vento
Come sostegno
dove non ci sia nessun inganno.
 
Farlo senza voltarmi indietro
Strappando ogni legame,
Spengendo ogni luce,
E bere dopo averlo fatto
Senza paura di ritrovarmi
Steso in un campo
di papaveri rossi.
 
Lontano da voci
Per poter affondare
Nuove radici comprando
Oggetti nuovi nel mercato
Dei miei sogni.
 
Dico a te che ti specchi
Dico a te che ancora aspetti
E tempo di partire
Con quel che poco che si ha…
Senza render conto a nessuno…
ENRICO CARLOSTELLA
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categoria:viaggi
lunedì, 14 aprile 2008
Foto e Canzoni
 
“Bella, che c’importa del mondo.”
Intonava una canzone,
mentre sdraiati eravamo
in paradiso.
“Verremo perdonati un giorno con un
bacio sulla bocca.” - Così
continuava, ma tu non me
l’hai saputo dare,
ed io con un fiore in bocca
continuo ad essere in una foto
sdraiato su di un prato,
mentre senza posa
sono a guardare il cielo.
Mi chiamasti Amore
ed io mi voltai
riconoscendomi
in quel tuo dire,
ma ora…
ora spiegami in questo silenzio,
a cosa serve un amore
quando oltre a chiamarlo
non lo si sa ascoltare
mentre passano le nuvole nel cielo.
“Stancami e parlami, abbracciami
…” implorai, ma tu forte
nella forma di un cuore di ghiaccio
volgi ora lo sguardo non più
come me nel cielo, ma sul terreno
della vita dove gli umani
sono bloccati dalle ragioni.
Ad oggi io preferisco
ancora le fisarmoniche
di quella canzone che
mi sanno far rabbrividire
anche se su di una foto.
Sento oggi come ieri
il suono dell’erba
e se anche sono triste
guardo il tempo
fermo nell’anima
di chi vive ancora in paradiso.
Poesia di Enrico Carlostella su una canzone di Ivano Fossati
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giovedì, 10 aprile 2008
DOVE NON C’E’ TEMPO
 
Anche oggi piove,
me ne accorgo,
mentre vieni a riscaldare
la tua pelle alla mia.
E’ un mattino senza luce
che raggomitolato se ne sta
in un cielo stanco, dove
tutto è fermo al limitar
dei nostri occhi.
 
All’avvicinarsi
sinuoso delle tue gambe,
protendo la mano al caso,
come un velo che si posa
a riparar la nuda terra.
Un lento coprire che rende calore
a ciò che ora sfioro,
...quasi il mio incedere assomigli
al cieco volere  di ama
senza ragione alcuna.
 
Al contatto avverto le forme
rendersi concrete, come
la distesa di un campo
dove poggia l’ombra del sole.
...E’ così, che quel mio planare
risveglia i mille glicini
della tua pelle,
sussurri resi vivi dallo
sfiorar delle dita,
delicati pennelli sulla tela
che d’improvviso si colora.
 
Nulla v’è di più silenzioso
di un batter di ciglia
ascoltato solo dal cuore,
mentre la passione canta
il riverso capo di chi ama.
 
Anche oggi piove,
me ne accorgo,
mentre vieni a riscaldare
la tua pelle alla mia.
Che sia mattino,...notte
o l’ultimo dei miei giorni
fa poca differenza
amor mio.
ENRICO CARLOSTELLA
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mercoledì, 09 aprile 2008
PARLAMI
 
Dimmi il tuo nome!
Dillo alla profondità
del mio animo
e poi incornicia
i tuoi occhi
tra le pareti buie delle
mie paure...
e poi dai luce
alle consapevolezze
che ancora traccio
vacillando.
Amo, e tu sai che l’anima
mia è stanca,
ma tu,... tu prova
ancora!!
Risveglia
le sensazioni sopite
e poi donami
un frammento di cielo
dove io possa
seguirti
chiedendo alla vita
una tregua.
Amo, e tu sai che l’anima
mia è stanca,
ma tu,... tu tenta
ancora!!
...e poi posa
la speranza
al bordo del nostro letto
perché al risveglio
io abbia a ricordare
il rumore dei tuoi passi
sulla strada che portava
al mio cuore.
 
 
(Da una frase di una poesia di Alda Merini)
 
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mercoledì, 09 aprile 2008
INNO ALL’AMORE
 
Amami in questo volo,
in questo cielo,
tra le mani e
in quello spogliar di veli,
in quel profumo di sali.
Amami in quel volteggiare
che ascende,
tra le sinfonie delle foglie
nel balsamo che dalle doglie del dolore
porta alle sublimazioni di quel sole.
Amami ora che tutto sa di domani,
in questo vortice di movenze,
che si intrecciano ai nostri corpi
privi di stanze,
in quello slancio verso la vita
tra i legami che uniscono
dove gli occhi vedono,
che sospingono dove le menti sognano,
che colorano dove le speranze accendono.
Amami contando le promesse
quasi fosse un nuovo gioco
tra le tue guance e
il mio vivere di poco,
nei vigneti, tra le arance,
così faremo nei campi
dove seminata sarà
la mia vita e la tua vita.
Amami in questo volo,
che ci porterà lontano,
amami fuggendo dalle nubi
che attraverseremo tenendoci per mano,
nelle convinzioni prese per caso,
e nei sogni che faremo brillare,
mentre la luna si fermerà
anche lei a guardare.
Amami con la leggerezza
di chi muove le proprie ali
fallo seguendo il ritmo
delle stagioni dove io ti seguirò
senza paura di attraversare
gli spazi infiniti del destino.
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mercoledì, 09 aprile 2008

 

AMANTI
 
 
Tra le buste della spesa
avanzi di minuti giacciono sul tavolo,
apparecchiata è un po’ della nostra vita,
briciole sparse un po’ dovunque,
come le tue calze volate lungo lo schienale.
Passi frettolosi vagano nell’aria,
mentre pensieri stanchi sono a riposare al bordo
del nostro letto.
“ – Un giorno vedrai! – vorrei dirti mentre allacci
il vestito, “ – Vedrai un giorno non saranno
solo poche ore e non sarà più come adesso
che devi andare! – “
Ma tu a quelle mie parole non replichi, forse perché
le parole s’impigliano ai capelli che ti leghi
come fossero frammenti di attimi
i quali tra le tue mani non possono esser pettinati.
Come questi incontri, legati dal sottile filo dei minuti.
Tutto è furtivo nello spazio di questa stanza in affitto,
tutto è così vuoto che non sappiamo riempire i nostri cuori,
perché non tutte le parole del nostro stare insieme
possono essere pronunciate.
E così anche oggi non abbiamo saputo rinunciare
a questo incontro che sappiamo contare troppo
o troppo poco. Me lo dici mentre mi baci
senza badare alle lacrime che sciolgono il rimmel
sopra i tuoi grandi occhi scuri.
Sei stanca di bugie e tradimenti,
così da non volerti giustificare,
di fronte hai miei e hai tuoi sentimenti.
Forse hai ragione, forse è il coraggio che manca
per dare un taglio ai nostri legami
che sfilacciati prima o poi si staccheranno.
Questo è quello che ci auguriamo senza dir niente,
eppure entrambi sappiamo che si può morire
se si continua a soffrire su dei minuti contati.
“ – Dimmi che mi ami, dimmi che tra noi non avrà mai fine,
dimmelo ti prego ora che il pomeriggio è già vestito a sera. – “
Ma ancora una volta non rispondi.
“ – Non salutarmi così di fretta, e domani telefona! – “
“ – Se potrò lo sai! – “
“ – Ciao amore! – “ “ – Ciao! – “
“ – Aspetta, aspetta! – “ grido per le scale
agitando in mano la tua sciarpa rosa;
“ – Hai lasciato, Hai lasciato… - “ ma tutto è inutile,
sei già volata via, inghiottita nel grigiore
di altre vite quotidiane.
 
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mercoledì, 09 aprile 2008
“…E A NULL’ALTRO”
 
 
Io ti amo!
Qui, ora.
Non ieri,
ne domani,
ma in questo presente
che non può fuggire
perché non è futuro,
che non può provocar dolore
perché ancor non è passato.
Io ti amo in quest’istante
senza bisogno di dover pensare,
perché noi siamo
punti fissi nella mente.
Io ti amo non per quel che fai,
ho per quel che sei,
qualunque cosa tu mi dia,
qualunque cosa poi sarà.
Io ti amo e questo è quanto basta,
perché tu non sia mai
il prodotto logico
della mente,
ma altresì il senso leggero
che solo il cielo può essere.
Ora che sei qui, in questo presente
m’accorgo d’esser libero
da quello che gli altri
chiamano legame,
ed è per questo che io
m’abbandono a te amore mio,
ed è per questo che io m’abbandono a te
…e a null’altro.
 
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