
categoria:riflessioni, poesie sulla vita








IL PROFUMO DELLA VITA
Ero un seme chiuso in un guscio
e in un punto dello spazio tenuto al buio,
e lì aspettavo il mio turno dentro un sacco.
Fu così che giorno una mano
alla luce del mondo mi portò,
adagiandomi sul ventre di mia madre
un terreno fertile per esser coltivato.
Dopo aver vissuto nell’effimera
libertà di quel primo tempo
chiuso in un altro guscio,
mi accorsi di esser rimasto un seme
pur avendo l’età adulta, mentre
al mio fianco già vi erano piante.
Quando compresi che l’Ego era la causa
della mancata crescita, intuii
che quel guscio era divenuto
la falsa sicurezza della mia vita.
Decisi così di togliere quell’armatura
provando timidamente a comunicare
con il mondo e le sue forme.
Sotto lo scrosciare di malati sentimenti
detti prova del mio crescere, tirando fuori il coraggio,
ritrovandomi così dinanzi a nuova Luce
il che mi dette calore e riparo.
Ma sebbene questo fosse già molto
non era che un primo passo in una lunga stagione.
Prendevo dalla terra e dal cielo, ma
mancava il mio corrispondere
per divenire la bellezza di fiore.
Così abbandonai l’avidità del chiedere,
predisponendomi al dare, ma per far questo
dovetti conoscere l’Amore, elemento
fondamentale per porgere agli altri
i colori di quel fiore.
Ma ancora mancava la parte più importante,
la fragranza di quel fiore, il profumo, l’essenza,
il dissolversi nella parte più sottile...
Quando questo fu, mi dispersi nel vento...
ricongiungendomi con l’Infinito.
Enrico Carlostella