venerdì, 28 novembre 2008

SAZIAMI

 

Ho pianto come te nella ruggine del tempo,

mentre sostavo davanti ai cancelli chiusi del cuore.

Come chiave in mano, avevo il solo bisogno,

un triste compagno per chi ha fame d’amore.

A quel tempo indossavo giorni e tasche  vuote,

mentre nel vento le mie parole per qualcuno andavano perdute.

Le ricordo bene le forme delle bocche quando son mute

appaiono serrate, come gli occhi quando son chiusi...

le ricordo a distanza di tempo,

come fossero ora...ora che a te le racconto.

So cosa significa rimaner fuori

al freddo di un estate che pare inverno,

so perché dietro quelle finestre chiuse

son rimasto senza ricevere

un ben che minimo cenno.

 

Quando sei ad un passo dal dire basta,

mentre dentro la pioggia cade

e credi d’aver percorso

pur restando fermo

milioni di strade...

tieni a mente quanto valga la tua vita

qualunque buio ti avvolga,

qualunque dolore ti attanagli,

tieni a mente quanto valga la tua vita...

qualunque siano stati i tuoi sbagli

o di chi come te giocava la partita.

 

Ricorda, che se anche tu fossi solo una briciola,

nella tavola qual è il cielo,

mi siederei per chiederti di saziare la mia fame,

tu che a distanza di tempo

puoi ancora fare questo per me.

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categoria:poesia, racconti, vita
mercoledì, 26 novembre 2008
QUANTO e' profondo IL nostro Amore
Se ti volti e vedi la luna
e la luna guardasse te...
t’accorgeresti della vergogna delle stelle
al cospetto della vostra eterna bellezza
nata per non aver eguali...
impressa nel mondo e
nello spicchio di luce
posta solo al mio fianco.
 
Se ti volti e mi guardi
allo sfiorar delle labbra
dichiarerò nel silenzio
un frusciar d’emozioni
per un canto senza pari
per cullarti in questa notte.
Ora dormi!
 

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categoria:amore
martedì, 25 novembre 2008
…A TE
 
 
Ti ho vista la prima volta, mentre
con gli occhi eri sospesa nel vuoto.
Continuavi a cercare qualcosa
fissando lo spazio circostante.
Eri legata come i tuoi capelli
ad un pensiero, anch’esso sospeso nell’aria.
Te ne stavi disattenta a cercare le verità della vita,
come una bambina le cerca in un suo gioco.
Così, a tua insaputa, sei stata minuti interi in balia
del mio sguardo, come una farfalla lo è del vento.
Eri aggrappata ai sentimenti,
quelli che spesso la gente non vede,
quasi tu volessi dimostrare che aldilà
di un corpo c’è sempre un cuore.
Forse è lì che ti ho incontrato la prima volta
o anima persa, confusa in quel gran maglione
e nelle tue tante idee libere di andare.
“–Non credere, ti dissi che la gente non veda,
è solo questione di tempo. Anche i giorni che sono
nelle stagioni esistono, sia che piova o che ci sia il sole,
fanno parte come te della vita, come la gioia e il dolore.– “
Ti ho vista la prima volta, mentre
con gli occhi eri sospesa nel vuoto.
Continuavi a cercare qualcosa
fissando lo spazio circostante.
Quel giorno… quando m’incontrasti, ti dissi
“ – Non ti preoccupare verrà anche il tuo tempo,
il tempo dei sentimenti, la dove
qualcuno guarderà come te “oltre”.
Proprio dove arriva solo chi delle stagioni
ne comprende non solo i giorni,
ma anche i minuti e le ore.
Se poi arriverà a capirne anche il contenuto,
allora, sarà ad un passo come te, dal vero amore.
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categoria:poesia, riflessioni, racconti, vita
sabato, 22 novembre 2008

Fire Flames

 

INSEGNAMI
 
 
Amami e insegnami come si fa.
Sfiorami e come un albero
tendi i miei rami portandoli in fiore.
In seguito bagnami e poi scaldami
e con l’abbraccio di chi
in una mano possiede l’infinito trattienimi...
per essere tuo.
In futuro mostrami
quel che ho sempre avuto,
ma che a nessuno ho mai dato,
perché io stesso non sapevo di possedere.
Insegnami il gesto
rendendomi giusto...
basterà lo sfiorami della tua ombra
perché io sappia.
E poi addormentami
per risvegliarmi domani
affinché tra noi ci sia nuova vita.
Enrico Carlostella
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categoria:poesia, poesie spirituali
lunedì, 17 novembre 2008

Ho parlato d’amore
nei vicoli che tortuosi
portano al cuore
e lì negli anfratti
che legano
su fili di panni stesi
c’eravamo noi
nei colori della vita
quasi a toccare i tetti e il cielo.
E’ per questo che ho ti ho scritto,
mentre t’affacciavi
guardando i sentimenti.
E' stato come un lungo sospiro
che dalla fonte giunge all’anima.
Un breve viaggio
se ti volti indietro e lo assapori,
somigliante
all’ora che tiepida
volge dal tramonto alla sera.
Ora di tanto in tanto lo leggo
su fogli che recano il tempo,
ma cosa vuoi che sia
se da un angolo lo eludo
tenendoti nascosta
nello specchio della mente.
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categoria:amore
mercoledì, 12 novembre 2008
XX° Frammento: Apparenze
 
                        Avrei voluto chiedere alla Voce miliardi di cose, ma nel momento in cui era lì a mia disposizione, ne rimanevo talmente soggiogato, da sembrare sciocco come un bambino che chiede una pallina colorata al più importante fabbricante di giocattoli esistente. Per tutto quel tempo mi fece credere di essere il conduttore di un gioco che in verità lei concretizzava al posto mio. Sembrava che io scegliessi la data, il luogo, l’argomento, ma non era così. Lei con l’abilità di uno stratega, riusciva a portare le mie truppe lontane da quello che doveva essere l’obiettivo primario invitandomi poi alla sua corte, attratto dalla musicalità proveniente dalla bocca della Rossa, la quale, ignara, sorrideva al posto suo.
 
 
 
                        - L’apparenza inganna l’occhio malato che non ha Luce. Essa ti fa credere quel che non è, inducendo i tuoi passi in una valutazione sbagliata.
Entrambi, sia chi ti fa credere quel che non è, sia chi crede perché cieco, hanno in se un malato desiderio, quello di arrivare al proprio fine.
 
 
 
                        E se fossi stato anch’io cieco davanti al fine della Rossa? Non nego di averlo pensato!
Entrambi avevamo un valido motivo per voler quello stato di cose. Quella storia giustificava i nostri comportamenti e ci rendeva immuni dal fallimento, al contrario ci glorificava lasciandoci in sospeso da ogni verdetto.
 
 
                                             
                        - La Luce dispone e la stessa Luce rimuove. Nulla può essere altrimenti, anche quello che verserò nelle tue orecchie, giunge da me e come un fiume mi attraversa, ma nulla di quel corso d’acqua è mio come queste parole. La Luce arriva a me, scorre in me, poi mi oltrepassa, come un’energia ci unisce, ma non ci lega -.
                                                   
 
 
                        La Voce mi diede i pezzi di un discorso ponendoli nelle mie orecchie, e poi... li confuse.
...In seguito di spalle mi voltò al passato, indirizzandomi sulla strada che portava al compimento della mia missione.
 
 
 
 
Il Re ed Io.
 
Sento l’amore avvicinarsi,
anche se lontano nella strada me ne stò,
perché basta un solo pensiero
legato a quel supremo sentimento
che tutto il mio cammino
non è più fatica.
Nel cammino che ho percorso fino ad ora
o mio compagno di viaggio,
di un amore ho raccontato
a tutti quelli che esploravano
come me il proprio animo.
Ed oggi è a te che dirò
“C’era una ragazza che innamorata
con gli occhi del suo cuore,
dalla sua casa fuggì, in mattini freddi,
per scaldarsi ai piedi del suo Re.
Un Re che teso a prendere
non ebbe cura di quello che
il suo Dio gli offrì.
Così Lui fece festa con Lei
e per Lei imbandì tavole di parole
facendole credere che i tramonti
su di un quadro,
fossero uguali a quelli che stanno in cielo.
Ma nei domani di cui Lui parlò,
non venne mai nessun pittore
a dipingerne la tela, anzi
venne il tempo in cui il Re
perse il trono e la sua corona,
così gli abiti e gli onori,
riducendo quel Re a mendicare.
Ma Lei con gli occhi di chi ama,
continuò a stargli al fianco
senza farsene una pena.
Allora il Re rapito dal suo egoismo
mille volte partì in cerca
di un nuovo regno,
assicurando che il suo amore
voleva costruire,
ma i suoi castelli di sabbia
in riva al “Mare delle Illusioni” edificò.
Erano castelli dalle mura orlate,
dai ponti levatoi e dai cento passaggi segreti,
ma tutto ogni volta fu
dalle onde della vita spazzato via.
Lui allora come un bambino al suo
Dio chiese il perché?
- Perché non mi rispondi
quando affermo che l’amo?
E che son pronto finanche a morire
per Lei! -
In verità tutti sapevano
che preso dalla sua follia,
fu Lui che non udì voce e così risposta.
Per questo, partì
errante per il mondo, alla ricerca
di risposte.
Nel cuore di Lei
da quel momento
si formò un lago salato,
le cui acque non furono mai portate
alla luce, perché gli occhi
di giorno non piansero mai.
Abbandonato da tutto e da tutti,
quel Re si trovò perduto e dimenticato
tra le macerie di una vita
che non ebbe vincitori,
ma solo un uomo sconfitto.
Questo perché chi crede
che l’arroganza, la tentazione,
l’egoismo, siano alla base di un amore
e di quell’amore il proprio Re,
non sa, di quel Re
che dinanzi al suo Dio s’inginocchiò,
pronto a scontare per amore le sue pene.
- Straniero dov’è quel supremo sentimento
di cui tu parli? - 
- E’ là, di fronte a noi, amico mio.
Dietro ai monti costruiti da quel Re! -
- Ma tu chi sei?-
- Ora, soltanto un uomo! -
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categoria:20° capitolo - libro
martedì, 11 novembre 2008
TORNA A VOLARE CON ME
 
 
Legato da un invisibile filo ero.
Da un’estremità
mi teneva il bene.
Dall’altra mi afferrava il male.
Entrambi esercitavano una presa
e mi strattonavano
perché io fossi
talvolta dell’uno,
come dell’altro.
Di questo mettermi in tensione
mi son chiedevo il perché,
ma troppe volte
dopo giustificazioni,
riflessioni,
e assurde elucubrazioni,
le mie domande
tornavano indietro prive
di risposte, sino a questo
nuovo tempo.
 
A te lo posso dire,
a te lo posso confidare,
a te che condividevi la mia prigionia
e che ingoiato come me eri
in questa vorace vita,
sempre affamata,
di noi umili briciole
sparse un po’ dovunque.
 
A te lo posso confessare,
a te lo posso ammettere,
perché tu eri
la mia immagine riflessa.
Noi entrambi nati
dalla volontà di un'unica mano
e poi spersi, per quel nostro abusare.
 
Ieri ero alla corte del male,
e le sue ancelle, le tentazioni,
mi solleticavano i sensi,
promettendomi soli in cieli bui...
Ricordi anche tu? Io sì ricordo!
Come potrei mai scordare.
Oggi sulla scala del bene
ho deposto le mie colpe
cercando le virtù che ancora
mancano. Ma tu questo lo sai
poiché spesso t’ho incontrato.
Poiché anche te come me
hai sperato resistendo al cambiamento,
abbandonandoti e risorgendo,
piegandoti e rialzandoti.
Ma questo tu mi dicevi arrendendoti
“Questo non basta,
se continuiamo ad incartare
la vita con sorrisi artificiali!”
Questo lo pensavo anch’io...
Questo è troppo per chiunque!
Questo lo pensavo anch’io...
 
Allora ho smesso di andare contro il vento
e le sue correnti, ritrovandomi
nelle stesse mani che un tempo mi dispersero
e che ora di nuovo mi accolgono,
 
E’ in questo presente che ho
rinunciato all’altro richiamo
ascoltando le Sue parole
 
Non vedi sbatto le ali
e con la sua forza mi sollevo,
ora la sua presenza di nuovo mi consola
amandomi.
 
Anime in pena...basta a chi v’indirizza,
basta a chi vi controlla,
basta a chi vi lega.
Ora a voi questo posso raccontarlo,
a voi questo ora posso svelarlo,
mentre cercate di liberarvi come me
da quel cespuglio di spine
che distrattamente abbiamo coltivato.
 
Si può tornare a volare!
 
Se potessi avvicinarmi
con la mia bocca
ti scioglierei da quei legami
che ancora t’imprigionano.
 
Ma solo tu puoi questo!
 
La mia bocca può solo incoraggiarti
pronunciando parole,
che ora ti scrivo
con la sola mia ala buona
l’altra... come vedi dal nuovo
mio volare e in via di guarigione.
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categoria:viaggi, poesia, vita
sabato, 08 novembre 2008

PER SUSANNAZOE
 
Ti vedo ora mentre a gattoni
passi oltre il divano per giungere a me.
E’ un tratto di strada che sembra infinita,
ma un giorno t’accorgerai che è nulla.
Come il ricordo che io attraverserò
per tornare ad ora...a questa tua età.
Tutto sembrerà esser stato un lampo
ed io e qui che tornerò a visitare
la tua giovane vita, figlia mia.
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categoria:vita, poesie sull innocenza
giovedì, 06 novembre 2008
Il Mare di Mary
 
Mary passa le ore a guardare il mare
nella partenza di un pensiero e un ricordo lontano.
Getta sassi per vedere i cerchi formarsi
mentre si a tuffa a capofitto in una nuova storia.
Mary è così bella che la si vede di nascosto
e lei intanto sprofonda in se toccando il cielo.
Lei tace, ma scrive versi in compagnia dell’anima,
poi volteggia come fa un aquilone e prende il volo.
Mary mi guarda e io guardo lei, nello specchio
d’acqua che la vita forma, mentre il resto passa.
Allora le siedo accanto e anch’io scrivo...
senza pensarla più.
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categoria:musica, poesia
lunedì, 03 novembre 2008

Per tutto c’è il suo tempo,
c’è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo:
Un tempo per nascere e un tempo per morire;
un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato;
un tempo per ammalarsi e un tempo per guarire;
un tempo per demolire e un tempo per costruire;
un tempo per piangere e un tempo per ridere;
un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare;
un tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle;
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci;
un tempo per cercare e un tempo per perdere;
un tempo per conservare e un tempo per buttar via;
un tempo per strappare e un tempo per cucire;
un tempo per tacere e un tempo per parlare;
un tempo per amare e un tempo per comprendere;
un tempo per la discussione e un tempo per la pace.
 
(Ecclesiaste 3- 1,9)
Chiedo scusa per aver riveduto e corretto
alcune parole non più in uso.
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categoria:riflessioni, poesie spirituali