
categoria:poesia, poesie sulla vita, poesie fantasiose


Tante volte ci si dimentica di ringraziare di quanto ci è accaduto
nel bene e nel male,
rimango dell'idea che anche nel dolore
ci sia una crescita.
Ho scritto questo brano nella speranza che susciti in voi
quel sentimento di apertura verso chi talvolta dimentichiamo.


La mia stella sei Tu
Stanotte, mentre erravo perduto
ho visto i Magi attraversare dune fredde
portavano doni verso un evento
di cui avevo sentito parlare...
Seguivano la luce di una cometa vestita a festa.
Fu così che dietro quella scia luminosa
anch’io mi son messo a camminare.
In quel viaggio improvvisato
attraversai paesi e città,
portando nel mio bagaglio
tutto ciò che avevo,
mentre pastori e greggi tenuti al fianco
trasportavano solo quel che avevano indosso.
Con l’andar del tempo
mi accorsi che anche altri come me
seguivano d’appresso,
ma non più con la vista
di un bene materiale,
altresì con la sola legge del cuore.
Quando compresi che da tanti venivo superato
gettai nella sabbia tutto quel che era un peso.
Non solo monete d’oro e d’argento,
ma altresì vecchi miei comportamenti
fu allora che qualcuno che era già avanti
venne a rialzarmi...
fu allora che il pensiero
arrivò dove Lui per me
lo aveva destinato.
Alla vista delle prime luci
e all’udir di quelle nuove voci...
venni meno al mio passato,
trovandomi di fronte
all’umiltà estrema
di chi, pur essendo Re,
si offriva al mondo
portando al seguito
solo la purezza dello Spirito Divino.
Stanotte, nascosto dietro un asse di legno
ho visto nascere qualcuno davanti ai miei occhi...
poteva essere mio figlio, un mio fratello,
ma in verità vi dico era il mio Dio.

Tornando a te
Ora che ti amo
al di sopra di ogni cosa
comprendo quale sia stato
il mio limite…
Io che mi son creduto libero
perché nel vento,
ma di lui prigioniero
e in balia di mille profumi trasportato.
Ora che ti amo
riconosco chiudendo gli occhi
la mano che sa accogliermi
quasi fossi di ritorno
da un lungo viaggio,
Ora che ti amo…
mi accorgo nella felicità
di quest’attimo
quanto di te ho ritrovato
credendolo perso...

Il mio nome è...
Il mio nome è Tarif
venditore nordafricano,
quello scuro... come le mie
borse in finta pelle.
Il mio nome è Riccardo
sono pendolare sulla tratta
Genova – Milano
quello che si addormenta
tornando a casa dopo
il lavoro.
Il mio nome è Salvatore
volontario a Piazza S. Elia
raccolgo derrate alimentari
il sabato pomeriggio.
Il mio nome è Natasha
venduta per duemila euro
ora prostituta a riscatto.
Il mio nome è Ludmila
ho dodici anni
sono nomade, senza madre,
la piu grande di sei fratelli
elemosino sui gradini
del supermercato.
Il mio nome è Mario
intreccio cani di lana
in tre colori ad Agrigento
la gente sento chiedersi
come faccio, sono cieco dalla
nascita.
Il mio nome è Ludovico
portiere di notte alla pensione Rosa
allo svincolo dell’autostrada
che porta a Rovigo.
Il mio nome è Babel
sono del Bangladesh
vendo orecchini e incensi
al mercato di Trastevere.
Il mio nome è Tony,
canto alla fermata di Lepanto a Roma
tra la macchina del caffè
e la vidimatrice del treno.
Il mio nome è Zoran
ho 37 anni
da un anno sono
barbone sotto la mole a Torino.
Il mio nome è Balima
sono ecuadoregna volontaria
in una casa di cura per anziani.
Il mio nome è Shamim
vendo ad offerta libera
“Terra di mezzo” stampato
per raccontare del potere
che opprime i deboli.
Il mio nome è Anna
ho ottantadue anni
e vivo con 247 euro di pensione,
spesso dimenticata
tra le mura della mia casa.
Il mio nome è Diego
da tre anni vivo
all’Ucciardone di Palermo
in attesa di esser giudicato
come altri compagni di cella.
Il mio nome è Filippo ho 9 anni
figlio di genitori separati
…a Natale ancora non
so dove andrò…
…e il tuo nome quale è?
Puoi inserirlo in questa breve lista.
Non è importante che tu lo faccia…
importante è non dimenticarsi
che questa non è l’altra parte del mondo…
ma è il tuo mondo
…qualunque nome tu abbia.


Torno da te,
oggi come ieri
pur non essendo mai andato via.
Torno cercandoti,
come fosse la prima volta,
confuso dal mio ritardo,
meravigliato dalla tua attesa.
Torno scoprendo la gioia delle tue azioni
che mi dedichi senza darci peso,
mentre io con gli occhi
vago sollevando nuvole
per esserti accanto.
Torno...
mentre da fermo
sei tu che mi giri attorno
quasi fossi per te il sole.

Stasera scrivo per te,
te che mi leggerai domani
quando il sole avrà fatto un altro giro…
Scrivo mentre la musica
balla con l’ultimo mio pensiero
entrambi attraversano il confine di questo muro.
Ho voglia di guardare…
Di sognare…
Di vivere… e di
specchiarmi nel cielo
che porta altre parole…
Scrivo lasciandomi andare
pronto ad amare…
Stasera scrivo per te,
te che mi leggerai domani…
quando tu lo farai
io dormirò dopo esser tornato
a notte fonda dai miei viaggi.
Enrico Carlostella

Tornava di tanto in tanto
e si soffermava sulle mie frasi
come una farfalla sui fiori...
andava oltre i sensi
attraversando il profumo,
con l'intensità che viene
dopo la carezza
...ed io scrivevo.
Mi leggeva il cuore ed io
chiudendo gli occhi l'immaginavo.
Enrico Carlostella