venerdì, 31 luglio 2009
… quando durante il giorno
di tre quarti ti offri al sole,
e nell’ombra soffermi i pensieri …
In quell’attimo aspetto di vedere
quando spicchi il volo …
per quei lidi di cui tu non parli mai
quasi fossero un segreto solo per te.
 
Tu non sai quante volte ti ho seguito
perdendomi e perdendoti
alle porte del perimetro che s’apre al cuore.
 
Lì, mi hai detto nessuno può seguirci
sino a quando non siamo amati con certezza,
è la sicurezza di chi in passato ha sofferto,
prova ultima per aprirsi all’infinito.
 
… quando durante il giorno
ti vedo tornare mi accorgo della tua attesa
affinché io impari la strada che porta a te.
In quell’attimo sei tu che vieni a prendermi
al bivio delle mie incertezze …
 
Lì mi hai detto nessuno ha alcun obbligo
questa è la differenza di chi ha in se il vero desiderio.
 
Lì ci sono le mie partenza e i miei ritorni,
ma tu amore dimmi che proverai
anche domani a seguirmi!
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categoria:poesia, dedica
giovedì, 30 luglio 2009
Avrei voluto dirti di più,
ma le foglie son cadute rapidamente
nel vortice degli eventi
che portavano alla fine
 
Ed ora sono qui a dispiacermi
tra le nuvole dei poeti
intrise di sangue e dolore
per quel che hanno visto e provato.
 
Questa è la giustizia che non vedrai
venuta a ripagarti
la stessa che mi porta a scriverti
per omaggiarti di quel avrei dovuto …
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categoria:poesie damore
giovedì, 23 luglio 2009
XXXV° Frammento: Il sogno.
 
                                                 Al suo completo risveglio, la prima frase s’indirizzò a me che, poggiato da un lato del letto, guardavo chinato il pavimento.
- Perché mi fai questo? Non ti ho forse amato abbastanza? Mancava qualcosa alle mie parole e ai giorni che ti ho dedicato? -
Me lo domandò, mentre tremante si portava le mani ai lati del volto.
Un gesto questo che faceva solitamente accompagnandosi i capelli con un legnetto che lei abilmente intrecciava.
Arricciati alla nuca, nuovamente alzò lo sguardo, continuando.
- Ho fatto uno strano sogno, mentre dormivo. Mi trovavo in fondo ad un pozzo, nel buio, con la paura nel cuore. Conoscevo il perché ero lì, ma continuavo a non volerci credere, poi qualcosa, mentre piangevo mi chiese di non aver paura.
Avevo i piedi nell’acqua ed ero bagnata.  Così mi accucciai su me stessa per il freddo. Nel chinarmi, guardai quell’acqua e pensai alle mie lacrime. Tu non c’eri, nonostante avessi chiamato molte volte.
Di lontano qualcuno si avvicinò assicurandomi che presto sarei stata salva poi mi convinse a guardare la luna nell’alto del pozzo.
Incoraggiandomi sostenne che il mio volto era come il suo.
Per tutto quel tempo, ho avuto la sensazione, come di ascoltare dei passi. Mi calpestavano ad ogni passaggio, mentre io ero lì sotto al freddo e al buio. Facevano lo stesso rumore delle tue scarpe, mentre sei solito rientrare la sera. Quando ho smesso di piangere, allora ho visto venir giù da quella porzione di cielo che si vedeva, altre lacrime, ma questa volta non erano le mie.
Allora mi è parso di sentire la tua voce, parlare con chi mi aveva chiesto di star calma, anche se di lontano ti assicuro che ho ascoltato il tuo pentimento, per quell’assenza, divenuta con il tempo, infinita.
Al tuo smettere di piangere, il cielo si aprì sopra di me, risucchiandomi al suo interno, fin che di nuovo mi svegliai. -
Era così bella, la Rossa, in quella notte che preferii rimanere in silenzio, un silenzio promesso e mantenuto fino ad oggi.
Io, Te e l’Amore.
 
Quando ci siamo visti la prima volta,
non abbiamo contemplato i nostri corpi,
considerato le nostre età,
abbiamo guardato “oltre” il passato che indossavamo.
E così, siamo scesi attraverso gli occhi
fino al profondo amore.
I nostri nomi potevano benissimo essere altri,
come le città che abitavamo, e il tempo
di quel tempo.
Quando ci siamo amati,
non abbiamo amato l’esterno di ciò che presentavamo,
ma il suo contenuto, riuscendo a desiderare “oltre”
gli egoismi terreni.
Perché ognuno rappresentava per l’altro,
la base eterna dei sentimenti,
là dove non c’è colore di pelle,
differenza sociale,
religione, età.
Noi ci siamo amati convinti,
senza escludere nulla al destino, perché
io e te non abbiamo preteso
di essere la verità,
non abbiamo mai detto
di essere i padroni
delle certezze, perché un Dio
ti fece donna tra le donne,
come me uomo tra gli uomini.
Quando ci siamo visti l’ultima volta,
allora sì che abbiamo
riacquistato le nostre età,
riavuto i nostri corpi,
soffermandoci sui nostri passati.
Ma è ancor più vero dell’amore
visto attraverso i miei e i tuoi occhi,
quello resta e resterà ancora in noi,
“oltre” le ragioni e le volontà,
perché a differenza di me e di te,
 l’amore è immutabile
 al passar delle stagioni.
Appena ieri.
 
                        Ora che gli anni son passati, anche la Rossa è divenuta la cima di una montagna, che intravedo appena.
Si è assestata, in una catena montuosa, dove con altre sommità domina lo spazio temporale delle valli sottostanti.
Di lei, non ho neanche il profumo dei suoi capelli, il ricordo del perimetro del viso, o il tremore di una sua antica carezza.
A distanza di tempo mi chiedo se sia utile oppure no, domandarsi se l’ho veramente amata?
Lo chiedo a voi che avete adorato e poi dimenticato in fretta, e lo chiedo anche a voi che continuate ad amare nonostante l’amore non ci sia più!
Qualunque sarà la vostra risposta, io ho deciso di non pensarci più.
Desidero figurarla nella mente, mentre chiudo il sipario di questa storia, come un corpo celeste nell’infinito universo d’altre galassie.
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categoria:35° capitolo - libro
mercoledì, 22 luglio 2009
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categoria:video poesia
martedì, 21 luglio 2009
XXXIV° Frammento: Partecipanti che ti sfiorano.
                                      
                        In verità, ho sì fantasticato sui miei genitori, su come li avrei voluti, ma non per come intendeva la Voce.
Li ho inventati nella mia mente di bambino, a causa delle loro ricorrenti assenze, dovute a continui viaggi che la mamma faceva con mio padre per lavoro.
All’epoca di questi viaggi, ero depositato come un pacco postale a casa della nonna materna, anche lei vittima delle continue assenze di suo marito.
Nonna era dolcissima, un’accanita fumatrice, ma solo di nascosto del nonno. Una donna piccola, ma forte di carattere non certo nel fisico, morì molto giovane per via di una malattia incurabile.
Io non so che rapporto c’è stato con le vostre nonne, ma la mia di certo si differenzia per qualcosa in particolare.
Sì, perché il suo modo di avviarmi al mondo non è stato come solitamente avviene, contrariamente a quanto possiate pensare non sono mai stato seduto con accanto dei giocattoli.
Lei non m’insegnò a disegnare, né mi portava ai giardini, niente macchinine, né trenini, mia nonna ebbe l’inopportuna idea di spiegarmi tutti i giochi di carte esistenti dal più facile al più difficile.
Il gioco che più mi attraeva era un solitario dove la mia testardaggine a volerlo risolvere superava ogni più strenua convinzione.
Mia nonna portava a compimento le battute mancanti dei miei genitori, si assumeva l’onere di rimettermi sulla strada ove stavo mancando la giusta direzione, anche la Rossa lo fece assumendo barbiturici, come mia moglie innamorandosi dell’autista del suo pullman mentre tornava a casa dal suo viaggio.
C’è sempre qualcosa che ci colloca nel verso giusto nel caso in cui perdiamo intenzionalmente, o non, la direzione del destino.
 
 
                                                      
                        - Voi siete i figli delle ripicche, degli affronti, degli abbandoni, delle lontananze, delle fughe, dei vizi o del puro egoismo.
Voi siete il prodotto, di come i vostri genitori si sono amati.
Voi nati dal caso o dal folle desiderio. E’ a loro che dovete quel che siete!
Ognuno di Voi è strutturato con questi criteri...
 
 
 
 
Sempre quella notte.
 
 
 
                        - Accetto - dissi a voce bassa guardando un lembo del lenzuolo.
- È tempo di abbandonare il campo e con lui la contesa della nostra caccia, ma lascia che di nuovo entri in scena, una volta sola, perché lei sappia la mia menzogna e poi prendila con te o destino dalla mano senza tentennamenti. Per quell’occasione metterò da parte il mio cuore, quello che tu hai nascosto ai suoi occhi con le mie passioni.
Lo stesso che toglierò dal petto mio, appena giunta sarà l’ora.
Non muoverò nessuna parola a mio vantaggio al suo risveglio e come uno scoglio in prossimità della riva, mi lascerò abbracciare dal mare, restando fermo, fino al lento scivolar delle sue braccia.
Sappiamo entrambi che non l’avremmo, se uno dei due non lo volesse, è per questo che l’anima mia terrena chiede solo una cosa in cambio? Che lei viva almeno una volta senza obblighi di tempo, con la concessione di esistere sia nel bene, sia nel male.
Promettile una data per la nascita di un figlio e lascia che in quelle ore il sogno le appartenga per intero, poi offrile il profumo dei domani in modo che la speranza le tenga compagnia anche quando si sentirà sola.
Fai quello che io non ho potuto, lasciando un piccolo spazio nel suo cuore per un solo mio ricordo. Altro quest’uomo non ti chiede, o destino, dalla mano senza tentennamenti -.
 
 
 
                                                
                        La Rossa al suo risveglio m’apparve come un angelo, nei suoi tanti capelli sparsi. Sembrò materializzarsi dal nulla come in un sogno, creata e modellata ad arte da un abile cesellatore. Nella sua perfezione, adornò quel piccolo mondo brullo dove io ero rimasto. Uno spazio che nella sua assenza, sembrò sprofondare, fin dove la luce non arriva.
Poi come per un incanto a me sconosciuto, tornò.
 
 
 
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categoria:34° capitolo libro
lunedì, 20 luglio 2009
XXXII° Frammento: Il vero Inizio.
 
                                                 Come ho scritto in principio l’inizio una storia è un punto indefinito per quelle che sono le nostre concezioni terrene. Lo pensai anche in quella notte, nel momento in cui la vita della Rossa mi lasciò.
L’ho ripensato spesso da quel giorno.
 
 
 
                        Scusate se al principio di questo libro ho sostenuto che il vero inizio fu, quando entrai nel negozio di fotocopie. Ero obbligato a mentire o forse anche io non lo sapevo, dovevate come me arrivare alla drammatica notte in cui alla Rossa si arrestarono il cuore e il respiro.
Sì, perché solo in quella notte io scoprii il resto di questa storia, ma non andando avanti con il tempo, bensì tornando ancora più indietro.
Quando diedi origine a questo racconto, avevo già le idee ben chiare, ma dovevo far sì che anche voi scopriste un po’ alla volta quella che è ancora una verità parziale.
Da ora in poi andremo in profondità, voi per mezzo di questa storia, io per le esperienze vissute in prima persona.
 
 
 
 
 
 
XXXIII° Frammento: I genitori.
                                               
                        La Voce, una notte mi raccontò che avevo scelto i miei genitori, ma com’era possibile?
Per quale stupido incomprensibile motivo li avevo scelti così?
 
 
 
                        -Sceglierai prima di venire, quelli che saranno i tuoi genitori. Li sceglierai per quello che sarà la tua sorte e le prove che dovrai sostenere. Immagina l’inizio della tua esistenza come il cammino di un bambino che oltrepassa un’apparente linea di demarcazione tra uno spazio non catalogabile e la vita terrena.
In quel preciso istante, tu sei già la scelta di un programma, conoscerai fin da subito dove andrai e chi ti accoglierà. Tutto quel che ti accadrà da quel momento in poi, sarà già storia ancor prima della sua rappresentazione, ma tu tutto questo, da quel preciso istante, sarai costretto a dimenticarlo.
Nel varcare quella soglia tra l’incorporeo e la materia, perderai le capacità, di cui hai goduto fino a quel momento nella vita di cui tu ora non hai ricordi, perché quella vita è facente parte di una memoria totale, elemento questo, troppo vasto perché sia racchiuso in te, in questo presente.
Tu ora hai solo una memoria parziale, di ciò che è adesso, dal tuo anno zero ad oggi. Non tutti però nell’oltrepassare il confine perdono subito o completamente quelle capacità, lo avrai di certo riscontrato, in alcuni veggenti che nei secoli hanno vissuto raccontando avvenimenti che alla fine avrebbero avuto corso.-
 
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categoria:32° e 33° capitolo - libro
sabato, 18 luglio 2009
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categoria:video poesia
venerdì, 17 luglio 2009
In verità chi non c’è più
è stato solo nascosto ai nostri occhi.
Ma la sua presenza respira l’aria,
come noi respiriamo l’attimo del ricordo.
Insieme siamo l’impossibile presente
che torna indietro,
mentre gli andiamo incontro.
Ma quel che di te ho provato,
c’è solo il crescere costante,
come la neve che silenziosa
ora si poggia, e che io
inutilmente tento di non far sciogliere.
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categoria:poesia, momenti, poesie sulla vita
giovedì, 16 luglio 2009
5yl7cjqmt9rz6.jpg
Dove sei,
è del tempo che ti cerco.
Ti ho inseguito tra le ombre
del passato,
nel nostro caffè,
e sotto il cielo
di quando piove.
Dove eri,
mentre seguivo le tue orme
tra le righe che per me hai scritto.
Di te ho trovato
solo punti interrogativi,
e spazi vuoti,
assenze gonfie
di altri perché,
dove non mi capacitavo.
Dove eri
mentre prendevo
il vento del mare
come tu facevi
al calar del sole.
 
Poi mi sono accorto
che nel silenzio
mi eri al fianco
perché di te capissi
l'importanza.
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categoria:poesie damore
mercoledì, 15 luglio 2009
La poesia … è la vita che si forma
il sorriso che t’accende
il pensiero che ti sorprende …
il coraggio di chi crede
una lacrima che non si vede
mentre nel film della vita
ti coinvolge …
 
Lei è un vento di pace
che t’accompagna,
un destino intrecciato
in qualche riga,
un bacio talvolta violato …
mentre  in alcune sere
ti parla del passato …
 
… è un fascino
che ti lega,
un mistero che  
si propaga …
Lei  è tutto
per me, che non posso
farne a meno …
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