mercoledì, 30 settembre 2009
Floriana aspetta l’uscita delle figlie da scuola,
si mischia alle altre mamme e di nascosto vola,
lo fa, mentre cerca il cuore tra i sogni di un tempo
lei  che annaspa e inciampa e di nuovo s’innamora,
come una bambina dall’età imprecisata,
come in un film dove l’aria è trasognata.
Floriana è una camicia e un pantalone
portato in fretta,nell’attesa d’un’uscita che non arriva,
mentre il tempo le ricorda d’esser  grande come lei sognava …
Allora passa una mano sul viso e porta su i capelli
come fosse una carezza che distratta la rassicura,
lei che vorrebbe essere amata  un giorno intero
dalla mattina alla sera senza prender riposo,
lei che poi si siede perdendosi nell’immenso di un vuoto …
Floriana io l’ho vista sognare nelle trame di un tempo
confondendosi nel cortile di una scuola
credendosi nella sala di un ballo
invitata da un principe che per lei aprì il suo castello …
per poi vederla ritornare appena una mano
l’incominciò a trascinare e poi a chiamare
qualcuno che senza dire una parola le ricordò
un altro tipo d’amore
quello che ti prende senza nulla dare
se non quel bacio che tutti sanno doverti risvegliare.
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categoria:poesia, amore, dedica
martedì, 29 settembre 2009

Tu sei la mia casa,
la mia sposa,
il colore mancante
dell’arcobaleno,
la carezza di una mano,
il cielo chiuso in un respiro,
il domani in un passo,
la certezza di averti
qui, adesso!
Tu sei
il frammento mancante,
il desiderio di un istante,
l’assenza
che determina la
mia fine,
il sogno che si avvera,
l’unicità che non ha misura,
la guarigione
che porta alla nuova vita,
lo sfiorar di mille dita
mentre alle mie le intrecci
mentre il cuore mi squarci.
Tu sei la meraviglia,
il senso visivo
del volteggiar di
una foglia,
il tempo perduto
di chi non ha capito,
l’amore che non
ha bisogno di parlare,
il tremore di un bacio
che di gioia nel ricordo
farà urlare.
Tu sei tutto questo,
mentre chiudo gli occhi
e riprendo fiato,
mentre dal soffitto
mi scopro nudo su questo letto
mentre ancora volo
accanto a te che dormi sul mio petto
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lunedì, 21 settembre 2009

 

Michela è l’età che non decide
il tempo che sa di primavera
è il non voler andar a scuola
è un amore che abita altrove
tra la fantasia e morbide lenzuola.
Michela è una lite per un trucco,
è la vita che spintona,
è la follia di voler far tutto da sola,
lei che mangia di nascosto e si perdona,
lei che canta mentre parte
e che poi piange sul finestrino di un treno,
mentre lui s’allontana oltre il vetro.
Michela sono scarpe da misurare
il vestito da cambiare
la voglia di uscire e
la rincorsa verso i sogni
che lei crede possono
di li a poco morire.
Michela sono gli anni
di un germoglio che si crede già un fiore,
mentre nello specchio della vita
misura ogni parte di un suo dolore.
Forse sarà per questo che
a volte la trovi addormentata
mentre con la penna
incide parole nel futuro
lei che con un salto scavalcherebbe
ogni muro…
Michela è l’età di chi cerca
mentre tutto intorno il mondo gira
lei che con le gambe accavallate
guarda il cielo e sospira.

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categoria:amicizia, dedica
venerdì, 18 settembre 2009
IO, TE, NOI
 
                                                      
Io e i miei pensieri, io e i miei dubbi,
io solo con pensieri e dubbi.
Fiato sospeso ed io a lui.
Io equilibrista, io acrobata, io funambolo
e poi ancora pensieri.
Io che vedo, tocco, sfioro, amo e perdono.
Io in ginocchio, io nella terra, io che di nascosto piango.
Io che vorrei e che non vorrei, io che non so.
Io e il silenzio mio compagno e nemico. Gli altri ed io.
Io bestia senza controllo, sudato, offeso, ribelle,
caparbio e ancora bestia.
Io sciocco e tenero, libero e legato, io e ancora dubbi.
Conscio di essere in bilico su di un precipizio, attirato e
senza ali, tentato e tentatore, amato e odiato.
Forse in errore, ma testardo da riconoscerlo,
forse falso, per ambire e prevalere.
Io con le mie vergogne, chiuse in un pugno che difende e offende.
Io cittadino della notte, io che dei sogni ne faccio vestiti,
io che amo fino a spezzarmi il cuore, io che rido per un no nulla,
io che corro per inventare e scoprire, io che spero e mi illudo.
E se poi smettessi di pensare, cosa sarebbe dei miei dubbi,
delle incertezze, dei ricordi buoni solo per piangere.
Ma soprattutto cosa sarei per te che mi ascolti in silenzio,
te che annuisci e sorridi sprecando un po’ del tuo tempo
ad ascoltarmi e capirmi. Te che guardi, ascolti e sospiri.
Te che ti interessi e inventi. Te lontana e vicina,
amica e compagna, leggera, profumata, te colore intenso.
Te che vivi e proteggi, impari ed educhi, piena di forza e dolore
te che illumini i lati di una stanza.
Te, che sei sempre presente nelle attese, com'è importante
l'ingenuità espressa nei sorrisi e negli ammiccamenti.
Te che provi in prima persona il bisogno e il coraggio,
te che ti scopri diversa da ieri forse più vera, forse più sincera.
Te che mi somigli e mi sorprendi, te che tenti e poi riprovi
te che non ti scoraggi, cosa sarebbe senza te.
Te che componi i giorni, te che disfi i problemi e assecondi
le ragioni. Ora che me ne accorgo, noi siamo l'uno e l'altro
in un'unica cosa.
Noi nei viali d'inverno, noi abbracciati per scaldare i cuori,
noi vicini e lontani. Noi tra interminabili sguardi e lunghi
tramonti.
Noi fraintesi, litigiosi, cattivi, orgogliosi, noi e la pace
di mille sere.
Noi e le passeggiate lunghe come lo snodare dei problemi.
Noi e le stagioni che ci vedono ancora insieme.
Noi, meravigliati, convinti, delusi, ma sempre affiatati.
Noi e la pioggia di mille lacrime, miscellanea di malinconie e tristezze.
Io, te, noi differenti ed uguali, da poter essere uno e più di uno,
ma a volte anche soli
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categoria:poesie damore, poesie d amore, po
mercoledì, 16 settembre 2009
Quando viene chiesta la spiegazione della parola “Contatto” la prima interpretazione che di solito viene in mente è lo sfiorarsi di un corpo ad un altro corpo. Quest’affermazione pur risultando vera, non accenna al fatto che anche lo sfiorarsi di due idee hanno lo stesso principio pur essendo queste incorporee.
Ho pensato a questo ieri, mentre tentavo di aggiustare uno scaldabagno.  Il falso contatto di un filo ad un altro filo determinava l’intermittenza del flusso che l’acqua aveva da acqua calda a fredda e viceversa, compromettendo l’esito di una buona doccia. Ora noi tutti sappiamo oggigiorno quanto sia grande il bisogno di lavarsi durante una giornata dopo varie azioni svolte per lavoro, per svago, per gioco, e quant’altro.
Quindi dopo aver armeggiato un po’, ho scoperto ragionandoci su, dove il guasto s’innescasse, provocando il mancato funzionamento del boiler. Dopo notevoli fatiche sono giunto alla conclusione che l’inefficace “contatto” tra due parti interne, una fissa e una mobile, rendeva inutile l’intera apparecchiatura. La poca fermezza di un filo,  oramai consunto da un cattivo malfunzionamento, decretava il mancato flusso di acqua calda per le mie necessità. Operando un po’ qua e un po’ la,  mi è bastato fermare il filo volante con una piccola staffetta, sostituendone però prima un piccolo pezzetto rovinato che rendeva l’unione delle due parti impossibile. Appena fatto, tutto è tornato in piena efficienza.
Avete mai pensato alla nostra Unione con Dio, e provare a paragonarla a quanto successo nella vicenda appena raccontata? Ha la stessa base di principio!  Fermezza e incostanza che tentano il “contatto” per procurare il calore necessario reperibile per il nostro fabbisogno. La nostra mobilità, i nostri voluttuari desideri, le passioni che bruciano senza scaldare, purtroppo ci rovinano come il filo della narrazione. Il quale non fissando le basi, ondeggia alla merce di qualunque evento, rendendo vana e lontana quella doccia purificatrice di ogni male quotidiano.
Dio è la parte ferma, è la concretezza, la disponibilità pronta ad accoglierci nonostante le nostre mancanze.
Dio è la giusta via che conduce con l’apporto di Gesù e dello Spirito Santo alla meta ultima.
Per una buona unione, occorre fissare il nostro filo all’eterno, base insostituibile dell’apparecchiatura divina quale è la vita, senza far nulla di particolare, perché tutto avviene automaticamente per Grazia, al fine di soddisfare  quel legame che con il tempo purificherà ogni parte di noi, profumando ogni cosa d’intorno.
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categoria:riflessioni, racconti
lunedì, 14 settembre 2009
Un amico è una luce
nel buio di un giorno qualunque.
E’ un passo al tuo fianco
mentre il resto va nella direzione opposta.
E’ una parola che non ti giudica,
ma t’incoraggia.
Un amico è il silenzio che ti ascolta
portando la pace al tuo interno.
E’ colui che ti solleva
senza neanche sfiorarti.
E’ la comprensione
che s’abbandona alla tua insensata
voglia di aver a tutti i costi ragione.
Un amico è la follia di una sera,
una canzone cantata a squarciagola,
è un segreto mantenuto negl’anni,
è il tempo che si ferma e t’incoraggia
negli affanni.
Un amico che ti parla oltre la porta,
mentre tu hai eretto un muro.
E’ quello che si prende la colpa
rammaricandosi di non essere stato
con te più duro.
Se un giorno mi crederai tuo amico
guarda che io abbia questi requisiti,
tu dei tuoi non ti preoccupare
per me già lo sei.
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categoria:amicizia, amare
mercoledì, 09 settembre 2009

Ognuno nella vita ha un dono, io ho quello della poesia, o dello scrivere in generale. Mi dispiace averlo in parte sprecato troppe volte confuso dall'agitar dei venti intorno a me. Prendete tra queste  pagine di vetro ciò che vi piacerà. almeno saprò che in parte qualcosa ha avuto un senso.

Con affetto Enrico

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categoria:addio
venerdì, 04 settembre 2009
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Fotografie
Noi nelle foto dove ci son rose...
Noi nelle foto dove ci son spine...
Tra la neve che si scioglie a primavera
e nel sole che porta a strade senza fine.
Foto in bianco e nero,
rovinate dal passato,
sorpassate da altro tempo
che nel colore ci ha trasportato.
Così eri! ...Così siamo!
...mentre si passano di mano in mano,
come i minuti che sfrecciano...
come gli attimi che ci allacciano
Qui sei in treno...,
... qui mi dicesti ti amo!
 
Noi nelle foto che ci guardano dentro...
Noi nelle foto che ci passano accanto...
E poi quelle che ci portano indietro
come foglie nel rotolar del vento.
 
Noi in quelle dove si ride
stampate nei  sogni del passato
e poi lasciate...ad altre foto
dove ho visi che ancora non ho dimenticato.
 
Qui si corre, qui si canta, qui si piange,
Qui si torna, qui con le ali di cartone
in un carnevale si finge...
 
Se sapevo mi sarei messo in posa,
ma la vita mi ha mosso
proprio mentre ti baciavo...
 
Se ti fermi...riproveremo, ora...
 
Amore, lascia stare i capelli
per me sei bella come allora!
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martedì, 01 settembre 2009

 

All’iniziar della musica

la fisarmonica prese

il posto del vento...

e i miei alzatisi

lasciarono sulle sedie della

piazza gli affanni...

Sembravano conoscersi allora

e sul selciato

 apparirono giovani,

come se il tempo

li avesse curati

per quell’istante...

Si sorrisero e vestiti di sogni

resero leggeri i corpi

e così incuranti

presero il volo

oltre i limiti del cielo.

Se li aveste visti

come feci io,

non avreste creduto

che anche la luna

diede luce solo al loro passo...

Danzarono così

mentre i miei occhi

restarono fissi a quell’incanto.

Pensai potrei descriverli,

ma preferii che quel ballo

rimanesse senza fine.

 

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