



Michela è l’età che non decide
il tempo che sa di primavera
è il non voler andar a scuola
è un amore che abita altrove
tra la fantasia e morbide lenzuola.
Michela è una lite per un trucco,
è la vita che spintona,
è la follia di voler far tutto da sola,
lei che mangia di nascosto e si perdona,
lei che canta mentre parte
e che poi piange sul finestrino di un treno,
mentre lui s’allontana oltre il vetro.
Michela sono scarpe da misurare
il vestito da cambiare
la voglia di uscire e
la rincorsa verso i sogni
che lei crede possono
di li a poco morire.
Michela sono gli anni
di un germoglio che si crede già un fiore,
mentre nello specchio della vita
misura ogni parte di un suo dolore.
Forse sarà per questo che
a volte la trovi addormentata
mentre con la penna
incide parole nel futuro
lei che con un salto scavalcherebbe
ogni muro…
Michela è l’età di chi cerca
mentre tutto intorno il mondo gira
lei che con le gambe accavallate
guarda il cielo e sospira.



Ognuno nella vita ha un dono, io ho quello della poesia, o dello scrivere in generale. Mi dispiace averlo in parte sprecato troppe volte confuso dall'agitar dei venti intorno a me. Prendete tra queste pagine di vetro ciò che vi piacerà. almeno saprò che in parte qualcosa ha avuto un senso.
Con affetto Enrico

All’iniziar della musica
la fisarmonica prese
il posto del vento...
e i miei alzatisi
lasciarono sulle sedie della
piazza gli affanni...
Sembravano conoscersi allora
e sul selciato
apparirono giovani,
come se il tempo
li avesse curati
per quell’istante...
Si sorrisero e vestiti di sogni
resero leggeri i corpi
e così incuranti
presero il volo
oltre i limiti del cielo.
Se li aveste visti
come feci io,
non avreste creduto
che anche la luna
diede luce solo al loro passo...
Danzarono così
mentre i miei occhi
restarono fissi a quell’incanto.
Pensai potrei descriverli,
ma preferii che quel ballo
rimanesse senza fine.