lunedì, 23 novembre 2009
 
BACI
 
 
Incroci trasversali sono i baci.
Mantici bramosi o languide carezze.
Appassionati appaiono al primo incontro.
Svogliati e silenziosi vanno
se l’amor è già…
come un sole al…tramonto.
I baci sono pieni di passione
come l’uva sulle viti…
e raccoglierli in gioventù
vorresti a grappoli,
per poi render ubriaca
l’amata tua.
I baci sono l’accensione di un fuoco,
il sapore amaro di chi
non vorresti te li avesse mai dati,
il terrore di chi
te li ha rubati.
Ho visto morir nei pensieri
baci che sognavo,
a labbra a cui non potevo,
in folli notti dove ricordo
non dormivo.
Ma i tuoi baci
quelli ancora
alla tavola della vita
assaporo,
mentre gli anni
li hanno resi di un valore
ancor più grande
dell’argento e dell’oro.
Baci, troppi…pochi…
questo non è importante,
averli dati alla persona giusta
questo neanche…
Ricorda solo
di averne ancora uno
li con te…
forse quella davanti ai tuoi occhi
è l’anima
che ti va cercando
muoviti
e non chiederti
di quel che stai facendo
…il perché.
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lunedì, 23 novembre 2009
V 
BUONANOTTE A TUTTI
 
Buonanotte a te che vaghi con i pensieri nelle scatole della mente...
buonanotte a te che fai cerchi con il fumo che ti nasconde...
buonanotte a te che hai messo le valige accanto alla porta...
a te che hai detto “Chissene importa!!!”
Buonanotte a te che dici di esser forte,
ma che poi versi lacrime in un caffè...
e poi buonanotte anche a te
...che pur ritrovandoti solo,
sei già pronto... per il prossimo volo.
Buonanotte alle scarpe poggiate accanto al mio letto,
loro che son fedeli compagne ad ogni passo,
...anche quando per la rabbia scalcio un sasso...
e al cuscino che mi accoglie...
Buonanotte al sole che domani scalderà anche la tua pelle...
Buonanotte a chi è in guerra... e a chi non avendone bisogno e sottoterra...
...per le mie colpe, per le tue colpe, lui...
che aveva scritto al figlio appena l’altra notte...
e poi ...sì, buonanotte a te che studi per avere un domani,
a te preghi a mani giunte ma che poi danzi con il male sulle punte
buonanotte a te che fai il pane
per le nostre bocche che muoiono di baci,
a te che non ti ricordi di chiamare
e a te che ti droghi con la speranza di sognare...
buonanotte a tutti quelli che ancora hanno un perché
e anche a quelli che non lo hanno più
la differenza in verità non c’è...
perché chi li ha deve rispondersi e cosi cerca ancora
mentre chi ha risposto forse è in pace... e ora tace
buonanotte, buonanotte, anche alla mia sorte
già scritta ...e se lo scrittore fossi io?...
a questo spero... risponda ...buonanotte anche a te o mio Dio...
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categoria:pensieri, amore, vita
lunedì, 09 novembre 2009
Mia madre conta i soldi
e in quei fogli ci sono le notizie
della nostra vita.
 
Poche pagine,
pochi sogni,
tante notizie di cronaca.
 
“Comportati bene Sean”
mi dice, poi esce,
mentre accendo la musica
per navigare in altri mari.
 
Ma oggi non e come ieri
e il mio compleanno me lo ricorda,
come il maglione che ha cambiato colore.
 
Si cambia mi ha detto
Abel il mio amico,
c’e un giorno che si cambia
e indietro non si torna.
 
Quel giorno non si spegne il cielo,
ma tu cercherai di riaccenderlo,
non sali in cima ad una montagna
ma inizierai a scalarla.
 
Quel giorno ti sentirai un malessere dentro,
e scoprirai che solo tu potrai curarti,
ti verrà voglia di scagliarti sul primo venuto
per colpirlo come se in lui vedessi il tuo passato.
 
Paco mi ha detto di fare un giro con lui,
sostiene che sono pieno di ferite,
ma che ancora non ho fatto una scelta
e che prima o poi, una scelta deve esser  fatta.
 
Sono al bivio e devo scegliere
Abel, Paco, il bene il male,
la vita, la morte, … devo, ma non so che fare.
 
Mia madre anche stasera farà tardi,
cucina frittelle all’acero
da Sonny King…
tra la ventesima e Purple Town…
 
Oramai sa di olio e zucchero,
e anche se fa finta di stare bene,
so che non e vero… forse sta li la mia decisione
 
Domani quando conterà i soldi
o avrà altre notizie, … molte notizie
o leggerà di me e di quanto io sia cambiato.
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categoria:vita, poesie sulla vita
domenica, 08 novembre 2009

In ogni dove (in ricordo di Alda Merini)

 

Alda avevo voglia d’incontrarti

a metà di questo immaginario corridoio,

e com’è solito nel tuo scrivere

in questo punto ci si arriva

o perché si è poeti

o perché si è folli.

 

Hanno da poco spento le luci

credendo di poter far tacere

la tua voce e il tuo cuore,

ma nonostante non ti veda,

ti sento accanto, oltre le barriere

di chi ci vuole distanti.

 

Ma a me puoi dirlo

chi è che ti sorveglia e ti cura!

 

O Alda… non aver paura

perché in ogni luogo regnerà

la tua parola tradotta,

tu che l’hai incisa sull’anima

prima che sulla pelle,

 

mentre abitavi come me,

nella confusione

di chi ti volto spalle.

 

Alda avevo voglia d’incontrarti

nelle stanze che mi raccontasti,

nelle parole ferite

che in gigli di campo

trasformasti,

nelle righe e

nelle domande

che seppur lontani

entrambi ci siamo posti.

 

A molti, il tuo

sembra un viaggio senza ritorno,

un migrar oltre il confine,

un sottrarti in cerca d’ispirazione,

ma loro non sanno dei tuoi voli

di quando eri prigioniera,

e dei segni che hai lasciato

sui muri che tu sciogliesti

come fossero cera.

 

Io Alda, le tue parole le ricordo ancora,

mentre accucciata te ne stavi

tra branda e materasso

con il volto perso a scrivere

un po’ come fai ora, mentre

io torno indietro…

mi piace lasciarti mentre componi,

e saperti nata nuovamente nell’idea di

chi come me ti ha solo sfiorato.

 

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categoria:alda merini
sabato, 07 novembre 2009
 
NON IMPORTA QUANDO
 
 
Donna,
vorrei dirti donna della mia vita.
Ma di quale vita! Questa, o delle altre che verranno?
Se è di questa vita che ti parlo,
tutto è racchiuso nell’illusione del tempo
dove a noi poveri comuni mortali
rimane poco o niente, se non fosse per quei voli
radenti al mare dove la ricerca di un approdo stabile
è l’unica salvezza della nostra mente.
Cosa rimane nel conto finale dei giorni, un vuoto
e un bisogno che chiediamo entrambi di esaudire, convinti
che il nostro spazio si possa ancor trovare.
Ma se è di un'altra vita che ti parlo, solo sulla cartina
del sole le coste di quella terra possono essere raggiunte
e solo dopo un lungo viaggio.
Allora, e solo allora, io e te saremo portati al misterioso regno
delle anime eterne.
Di quale di queste vite o dolce creatura del cielo
tu mi rispondi? Ed io a quale di queste esistenze appartengo?
Donna,
vorrei starti accanto oltre l’invisibile,
oltre l’immaginabile, ma basterà questo a pagare
il tormento che si erge sovrano quale regnante di questa ingenua mente?
O brucerà invano senza che nessuno ne capisca l’importanza?
Se ti dichiarassi che ho paura della fine, giurerei il vero
e dinanzi alla mia coscienza avrei vergogna,
ma non di fronte il cuore.
Perché solo a lui posso cedere le nostre vite.
Donna,
è giunto il momento d’amarti… che questo appartenga
al mio oggi o al mio domani poco importa,
la certezza allora non sarà più del tempo,
ma dell’amore che proveremo.
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categoria:poesia
sabato, 07 novembre 2009
Di me è rimasta solo l’essenza…
Ora che me ne accorgo mi è stato tolto tutto…
non possiedo una casa, non ho più figli,
nessun lavoro, e anche il gusto della vita
è venuto meno, ora che cammino senza andare…
 
Di me è rimasto solo l’oblio
e spiccioli di tempo che comprano poco o niente.
Nulla riesce a illudermi,
nulla riesce a comprarmi,
mentre s’accendono e si spengono
inutili giorni che non m’appartengono…
 
Qualcuno ogni tanto mi conta gli anni
leggendo le mie carte, e mi valuta per essi,
e come un animale da produzione
mi respinge senza prender visione
di quel che in verità io sono.
 
Il passato è sinonimo d’errore
e lo si usa per trafiggerti senza fine.
 
Il mio nome? Il mio nome vorrei fosse un altro
quando m’accorgo d’aver vergogna,
quando un altro me di me stesso non sa e sogna.
 
Prendi, prendi pure, non un attimo,
non un ora, ma tutto quel che rimane,
e se devi farlo fallo in fretta
con un colpo solo in piena testa.
 
Comunque sarà, l’essenza,
l’anelito di vita che da sempre
mi scorre dentro come una sorgente,
quella non potrà mai venir meno
con me o senza di me,
 
io la chiamai Poesia
nobile decantar di chi errando va
per la propria strada.
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categoria:poesia, vita, poesie damore, poesie d amore
venerdì, 06 novembre 2009
Anche quando pioverà
sotto un ombrello
riusciremo a ballare
nello specchio d'acqua
che sotto i nostri piedi avremo.

Di quale inverno mi parlerai
se noi saremo foglie vive
nelle vetrine che ci mostrano
a chi non crede nell'amore.

Noi saremo negl'inverni
nelle nebbie, nelle piogge,
ma nulla potrà fermare il nostro ballo
e cosi continueremo
sotto i tetti delle nostre mani.

Accenderò come tu accenderai per me
un sorriso nel vortice del vento
sfiorando finanche gli arcobaleni
che nel cielo con i nostri fiati disegneremo.

Io ti amerò come tu mi amerai
nonostante le vicissitudini della vita
ubriachi di felicità, bagnati dai sentimenti
che profumano il cuore di gioia.

Anche quando piove
sotto un ombrello riusciremo
a ballare nello specchio d'acqua
che sotto i nostri piedi avremo...

sorridendo...sorridendo...sorridendo.
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categoria:poesia, vita
giovedì, 05 novembre 2009
Chiedimi il cielo
e il cielo avrai
dicevano così le tue parole
...ora che lontane volano
come foglie
dopo una brutta stagione.
 
E’ strano vederti di spalle
e con ai piedi il nostro amore,
tu che lo disfi ed io che lo
intreccio ai ricordi,
mentre abbasso gli occhi
nel freddo di questo
nuovo inverno.
 
Chiedimi una stella
e la tua stella sarò...
dicevi così, mentre
di splendidi baci
m’illuminavi il viso.
 
Ma al venir della notte...
 
difficile fu
passare dalla luce al buio
e contare i mali del cuore
senza vederli...
 
Chiedimi il cielo
e il cielo avrai...
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categoria:poesie damore
martedì, 03 novembre 2009
( Appartenenze)
 
Mi scopro ad amarti mentre con il cappello bianco
ti volti e mi guardi da dietro i tuoi grandi occhiali scuri.
Abbronzata profumi di fiori d’arancio,
laddove un bagliore di sole sembra
ti rendi eterea in un refolo di vento.
Sei vestita leggera, come il bianco di un sorriso
che mi regali nella preziosità di questo atteso tempo.
Sembriamo il dentro e  il fuori di un quadro,
tu dipinta da un destino benevolo
ed io spettatore di una bellezza
di cui ora m’incanto.
Fusione questa che non ha eguali.
 
E’ del tempo che non accadeva.
Ed io è lì che ti aspettavo.
 
Anche oggi mentre passo tra le ombre di un
pomeriggio d’estate intrecciando i miei passi ai tuoi mi ritrovo sospeso
in quell’incontro che sa di un lontano passato.
E’ per questo che mi sposto quel tanto dal mondo
per ritrovarti nel fugace momento
di qualcosa che so appartenermi.
 
E’ del tempo che non accadeva.
Ed io è li che ti aspettavo.
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domenica, 01 novembre 2009
 
 
Voglio bene al tuo vestito fatto di pelle bianca,
alle pieghe morbide delle tue forme,
ai bottoni colorati quali sono i tuoi occhi.
Lo sai anche tu che poggio volentieri la mia testa
sulle discese magre delle tue gambe,
come forte, tengo il filo che mi lega alle tue mani
aquile leggere, sospese nell’aria che mi tiene in vita.
Mi viene voglia di dirti grazie
dei desideri che per me colori,
tracciati e poi cuciti
sulle mie labbra tese e nell’attesa
d’altri languidi baci
di cui ho perso il conto.
Vestimi di queste sensazioni
e poi scopri con me i segreti
di questa vita, fatta d’orli
e chiusure.
A volte scucita e nelle tasche piena di dolore.
Ma poi sorridi come solo tu sai fare
incrociando il mio petto al tuo.
Ma poi, vai dove vado io,
oltre le fodere, la pelle,
le ossa, fin dove svanisce
la materia...
Allora t’amerò di un amore
che non puoi lavare, cucire, stirare,
un amore fatto di un tessuto particolare
che non invecchia nonostante i nostri anni,
perchè eterno.
Allora t’amerò di un amore
che non può esser stretto per quanto
è grande.
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categoria:poesia, poesie damore