mercoledì, 25 ottobre 2006
L’inizio di una storia
è un punto indefinito
per quelle che sono le
nostre concezioni terrene.
 
 
 I° Frammento: L’inizio.                                          
 
                        Tutto cominciò molto tempo fa... non ci fu qualcosa in particolare che potesse far prevedere quel che stava per verificarsi, accadde così, almeno per quanto io ricordi.
A quell’epoca ero un marito come tanti, in una giovane famiglia: due figli, una bella moglie, un’attività avviata, una casa di proprietà.
Tutto filava via liscio e niente, ma proprio niente lasciava presupporre un cambiamento così radicale nella mia vita.
Il mio nome non sarà mai citato forse per una latente vergogna, mentre quello degli altri è frutto della fantasia. Ho deciso così per motivi che non ho ben precisi, probabilmente ci sono in me delle recondite volontà che mi chiedono di lasciarli in pace, ovunque essi siano.
Al momento sia la storia la vera essenza di queste pagine, non le persone. E se questo potrà sembrarvi incomprensibile, fidatevi se affermo che siamo stati solo il mezzo per questa narrazione.
                                                
                                                  Ognuno dei presenti che incontreremo oltre a me, ha ricalcato alla perfezione un ruolo, recitando una parte in un copione prestabilito. Pensate: alcuni di loro non sapranno mai di averlo fatto, ed è per questo che si compiaceranno della loro volontà o si danneranno credendo di aver fallito.
In questa trama tessuta con abile maestria da mani occulte, la mia vita si è intrecciata ad altre vite e con queste ho condiviso gran parte di quel che racconterò.
Comunque sia andata la recita, ora è meglio che non mi soffermi a lungo sui perché e sui percome di ciò che avvenne, avrò tempo e modo per esser più chiaro nel corso della ricostruzione degli avvenimenti.
Credo ora sia meglio partire con i fatti, l'unica cosa vera che conti di un evento che solo adesso posso considerare tale.
 
 
 
                        Come preannunciato, tutto ebbe inizio in una mattina di molto tempo fa. Il motivo che non mi fa esser preciso con le date, è dovuto ai ricordi. Talvolta creano dei brutti scherzi, quando si sentono messi da parte.
...Era una di quelle mattine tra le nove e le dieci, un orario questo, buono per recarmi al negozio di riproduzioni all’angolo con Via De Amicis. Lì, in quel luogo dovevo portare a termine delle fotocopie ad un listino prezzi per la mia attività commerciale.
Aspettando pazientemente il mio turno, ingannai l’attesa guardandomi intorno sbirciando di qua e di là sugli scaffali degli ordinativi.
Ricordo come fosse ora che un piccolo libricino attirò la mia attenzione per via del suo titolo affascinante e misterioso, “Ipnosi, una frontiera dimenticata”.
A vederlo assomigliava ad un diario. Una cinquantina di pagine scritte con una calligrafia precisa quanto capricciosa, intervallata da riporti e annotazioni. Un manoscritto dove sommariamente erano elencati i primari elementi sull’Ipnosi Regressiva, indicazioni queste, redatte da un professore di cui non ricordo il nome.
Attratto e rapito, da quel piccolo diario di color rosso, chiesi al dipendente del negozio di poterlo fotocopiare, volevo approfondire la mia curiosità.
Oggi a distanza di tempo, posso affermare con certezza che chi lo aveva messo in quel punto, non aspettava altro che la mia venuta, e così, come si conviene per una storia che si rispetti, inconsapevolmente, io mi feci trovare in quella mattina, pronto per quell’appuntamento, che di lì a poco avrebbe rivoluzionato tutto il mio vivere.
La prima stesura del copione era nelle mie mani, la scena d’esordio ebbe compimento, l’evento aveva inizio.
Entravo così a pieno titolo, in quel complesso d’attori che di volta in volta si sarebbero alternati, come comprimari o come protagonisti, in questa rappresentazione.
 
 
 
                        Il commesso, alla mia richiesta, non esitò a fotocopiarmi quello che mi serviva, nonostante l’oggetto in questione fosse di proprietà di qualcun altro.
Senza badarci mi diede il pacchetto e con un saluto mi congedò.
Attenti a quelle che appaiono come normali circostanze, dietro ad esse tutto se osservato con attenzione, può apparirvi in un altro modo[1].
Ottenuto il prezioso opuscolo, mi allontanai tornando verso il lavoro. Lì, mi aspettava un’altra protagonista di questa storia, anch’essa ignara di quel che stava per accadere.
 


[1] Ne parlerò più accuratamente a pagina......
postato da: provaacapire alle ore 22:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:1° capitolo - libro