giovedì, 06 marzo 2008
XIV° Frammento: La conformazione di base.
 
                        Iniziai a scrivere fin da piccolo, ma per farlo dovevo esser lasciato libero di poter spaziare dove io volevo, ecco il motivo delle lamentele dei professori, sempre a dire a mia madre, che le capacità non mancavano, era solo questione di pigrizia.
Avrei voluto rispondere, a questi dotti esperti dai registri numerati e dall’aria saccente che la pigrizia non centrava nulla.
Come poteva l’esimio professore allineare e porre tutti noi allo stesso parametro, senza entrare nel profondo di quel che ogni studente aveva dentro?
Come poteva capire l’illustre docente se non si pose mai la domanda. - Questo chi è? Qual è la sua conformazione di base[1]?
 
 
 
                        
 
                       
                        - Il tuo passo sarà leggero come l’animo, se tu sarai concepito nel vento. Immobile sarà, nel caso in cui nessuno ti chiamò a se.
Avrai desideri, di cui non riuscirai a capire la ragione, nati non con te, ma prima di te.
Di questi desideri come d’alcune tue paure, ne vedrai solo la coda, ma mai l’inizio, e dove il destino vorrà, dovrai porre rimedio a quel che fu.
Tagliare il solo cordone ombelicale non significa poter dividere ciò che era, da ciò che è.
Avvertirai luoghi come conosciuti, mentre piangerai per un profumo che non ricordi. Avrai voglie e volontà in un’eredità che non abbisogna di testamenti. Cercherai la libertà su una strada già percorsa per metà e qualcuno in quel bosco oscuro ti farà da guida confondendoti come al suo tempo si confuse.
Il tuo passo ha già un seguito, anche se tu credi di non averlo perché senza figli! Ogni vostra parola, gesto, è lo stesso un’impronta, poca importanza ha quanto rimane sulla riva del mare. Non è l’intensità di una mano a dimostrare una carezza, ma il modo in cui sì dà!
 
 
                        Le regole nella scuola sono una forma d’invisibile prigione, un limite alle vere capacità in noi.
Una via non può esser per tutti uguale per chi ha caratteristiche differenti. La scuola sancisce e decreta ancor oggi, giudizi e affermazioni su ciò che lo studente deve essere, senza quantomeno provare a capirlo.
A quei tempi avrei scritto trattati sulla vastità del cielo, soffermandomi sul volo d’alcune rondini dal petto bianco.
Mi sarei posto il problema di Guido, il primo della terza fila a sinistra, quello a cui nessuno dava mai ascolto.  
Avrei dedicato più ore a commentare il perché di un sogno o la scelta di un amico morto per un ideale, ma questo non rientrava nel programma e quindi non permesso.
I ragazzi nelle scuole sono indottrinati, e ammaestrati come cavalli in un circo.
Gli studenti sono costretti a speculare sul perché di una stella troppo lontana o sul problema socio economico di un industriale e della sua fabbrica d’occhiali.
Questo era, come ancor oggi, il volere di un potere occulto, basato “su quel che si deve non su quel che si è”.
Negli anni che son venuti dopo la Rossa, ho anche studiato per diventare insegnante, ma quando lo feci, altre strade apparivano all’orizzonte.
 
 
 
 
 
Maestri
 
Anime semplici
mi passate accanto     
leggere
come i vostri anni
dove tutto corre veloce,
sarà forse per questo motivo
che io, quando mi accorgerò
della vostra importanza,
sarò troppo lontano
per venirvi a cercare
tra i compiti e i diari
di questo
oramai trascorso tempo.
Allora sarete
per me
come il bianco di un gesso
tracciato sulla nera lavagna della memoria,
la dove,
nessuno vi potrà mai cancellare.
Allora scoprirò
che anch’io
come voi andavo
veloce a quel tempo.
Entrambi
su uno stesso
percorso
siam stati compagni di viaggio,
poco importante
sarà capire
che in quel treno
differenti
i nostri ruoli
son stati,
perchè anch’io
ho “contato” e “cantato” gli anni
tra i grilli e le cicale,
la scienza e la storia,
e là, tutto d’intorno,
sembrava un gioco infinito
al quale nessuno di noi ha
potuto rinunciare.
Qualcuno mi ha detto
che questa ...è la vita,
una storia
che se dovessi
non vi saprei.. spiegare,
perchè nessuno ne sa mai abbastanza..
.. e quando saprai.. statene certi,
sarà troppo tardi.. per poterla raccontare.
                                                                      


[1] La conformazione di base è la parte di noi che non possiamo modificare...
postato da: provaacapire alle ore 19:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:14° capitolo - libro