lunedì, 24 marzo 2008
XVI° Frammento: Mia madre.
 
                        Di sfuggita anche mia madre è stata partecipe di questa fantastica storia, un’accompagnatrice di una sola fermata, giusto il tempo di entrare nello scompartimento del mio treno, per poi ridiscenderne poco dopo.
Ricordo così bene il perché e il percome di quell’avvenimento nonostante gli anni siano già alle nostre spalle.
Rammento addirittura il luogo ove capitò e quel che ci dicemmo.
Fu in un bar, ma non di persona e tutto si svolse in due conversazioni telefoniche.
Erano passati circa sei mesi dai primi eventi ed io dovevo comunicare a qualcuno della Rossa e della Voce, ero costretto condividere quel segreto troppo ingombrante perché tenuto dentro. Dopo un’attenta riflessione, la preferenza cascò su di lei. Da sempre l’avevo considerata la figura ideale per una confidenza, una donna di fiducia, aperta al confronto e ai colloqui più disparati, una spalla ideale, uno scrigno chiuso ad occhi indiscreti.
Sapevo però che dovevo esser cauto nell’esposizione dei fatti, purtroppo quegli argomenti rimanevano una linea di confine, intangibile ed estranea ai più. Dovevo si parlare, ma con prudenza.
 
 
 
                        Un pomeriggio rotti gli indugi, la chiamai dal bar di sotto casa, una telefonata per me carica di significati, una verifica per saggiare cosa provava chi era al di fuori di quelle sperimentazioni.
In breve le enunciai in rapida successione quello che mi stava capitando, un po’ come fino ad ora ho fatto con voi, e lei come voi dopo avermi ascoltato attentamente, mi chiese una prova riscontrabile.
Voleva una verifica di quel che si andava dicendo, voleva sottoporre me e la fatidica Voce ad un esame, intendeva toccare con mano.
Sicuro di me accettai la sua proposta, che nulla era impossibile per l’universale conoscenza che la Voce possedeva.
Così accettai, senza pormi il problema se la Voce intendeva, o non, sottoporsi a questo sciocco trattamento.
La domanda a cui io dovevo fare da tramite, fu inerente allo stato fisico di mia madre, la quale mi accennò a delle vampate di calore che durante il giorno la avvolgevano creando in lei alterazioni corporee.
La risposta a quel quesito fu molto semplice tanto più che la Voce nel proferirla dal volto della Rossa accennò ad un sorriso.
 
 
 
                         - Sta solo perdendo le sue capacità generative. Vive un momento delicato della sua vita dove c’è un mutamento sensibile, le donne lo avvertono in questo modo -.
 
 
postato da: provaacapire alle ore 18:53 | Permalink | commenti
categoria:16° capitolo - libro