XVIII° Frammento: Le rivelazioni.
La Rossa davanti al camino del locale dove ardevano gli ultimi ciocchi di legna, mi predisse, quanto segue. – Conoscerai un maestro, il quale ti lascerà in eredità le sue capacità comunicative. L’ho incontrerai in un paesino arroccato su di una montagna, dove lui abitava. Il suo nome è Florence, Fiorino, d’origini non italiane e come mestiere avrà a che fare con i tessuti. Il vostro incontro avverrà nel mese in cui fioriscono le rose, ma per avere in dono queste capacità lui le perderà per sempre, o almeno in questa vita -.
Nel venir a conoscenza di tale informazione, due giorni dopo andai in quel luogo, con lei e due amici.
La partenza avvenne alla chiusura del locale.
Individuata la località, ci dirigemmo verso quel borgo, a notte fonda.
Al nostro arrivo però, dovemmo accontentarci di vedere quel paesino sotto una pioggia torrenziale, alla luce di qualche fioco lampione, poi facemmo ritorno.
La Voce, la notte dopo, mi raccontò che in quel rientro, ci salvò da un sicuro incidente, per via dell’ebbrezza del guidatore.
- Il vostro tempo, aggiunse, non era quello giusto! -
La prima domenica da quella notte, ci ritornai solo con la Rossa; era il primo giorno d’ottobre.
Freneticamente iniziai la mia ricerca chiedendo a tutti quelli che incontravo. Facendo domande, chiedendo informazioni, andai persino a suonare alle porte delle case.
In quel paese vivevano circa 80 persone, quasi tutti interpellati, anche la donna più anziana del luogo, ma del mio Florence nessuna notizia, niente di niente.
Tornai in quel paese un'altra volta ancora, e lì ricevetti dalla Rossa l’ultima informazione utile per il suo ritrovamento.
- La casa dove abita sicuramente è quella alla destra della chiesa avendo la scalinata alle spalle, proprio dove sono le sedie delle streghe[1].
Da quel giorno con lei le cose non andarono più.
Era il prologo della nostra fine.
[1] Le sedie delle streghe prendevano nome da un’antica leggenda del luogo. Erano e sono tutta ora, poste al fianco della chiesa ricavate dalla roccia.







