XX° Frammento: Apparenze
Avrei voluto chiedere alla Voce miliardi di cose, ma nel momento in cui era lì a mia disposizione, ne rimanevo talmente soggiogato, da sembrare sciocco come un bambino che chiede una pallina colorata al più importante fabbricante di giocattoli esistente. Per tutto quel tempo mi fece credere di essere il conduttore di un gioco che in verità lei concretizzava al posto mio. Sembrava che io scegliessi la data, il luogo, l’argomento, ma non era così. Lei con l’abilità di uno stratega, riusciva a portare le mie truppe lontane da quello che doveva essere l’obiettivo primario invitandomi poi alla sua corte, attratto dalla musicalità proveniente dalla bocca della Rossa, la quale, ignara, sorrideva al posto suo.
- L’apparenza inganna l’occhio malato che non ha Luce. Essa ti fa credere quel che non è, inducendo i tuoi passi in una valutazione sbagliata.
Entrambi, sia chi ti fa credere quel che non è, sia chi crede perché cieco, hanno in se un malato desiderio, quello di arrivare al proprio fine.
E se fossi stato anch’io cieco davanti al fine della Rossa? Non nego di averlo pensato!
Entrambi avevamo un valido motivo per voler quello stato di cose. Quella storia giustificava i nostri comportamenti e ci rendeva immuni dal fallimento, al contrario ci glorificava lasciandoci in sospeso da ogni verdetto.
- La Luce dispone e la stessa Luce rimuove. Nulla può essere altrimenti, anche quello che verserò nelle tue orecchie, giunge da me e come un fiume mi attraversa, ma nulla di quel corso d’acqua è mio come queste parole. La Luce arriva a me, scorre in me, poi mi oltrepassa, come un’energia ci unisce, ma non ci lega -.
La Voce mi diede i pezzi di un discorso ponendoli nelle mie orecchie, e poi... li confuse.
...In seguito di spalle mi voltò al passato, indirizzandomi sulla strada che portava al compimento della mia missione.
Il Re ed Io.
Sento l’amore avvicinarsi,
anche se lontano nella strada me ne stò,
perché basta un solo pensiero
legato a quel supremo sentimento
che tutto il mio cammino
non è più fatica.
Nel cammino che ho percorso fino ad ora
o mio compagno di viaggio,
di un amore ho raccontato
a tutti quelli che esploravano
come me il proprio animo.
Ed oggi è a te che dirò
“C’era una ragazza che innamorata
con gli occhi del suo cuore,
dalla sua casa fuggì, in mattini freddi,
per scaldarsi ai piedi del suo Re.
Un Re che teso a prendere
non ebbe cura di quello che
il suo Dio gli offrì.
Così Lui fece festa con Lei
e per Lei imbandì tavole di parole
facendole credere che i tramonti
su di un quadro,
fossero uguali a quelli che stanno in cielo.
Ma nei domani di cui Lui parlò,
non venne mai nessun pittore
a dipingerne la tela, anzi
venne il tempo in cui il Re
perse il trono e la sua corona,
così gli abiti e gli onori,
riducendo quel Re a mendicare.
Ma Lei con gli occhi di chi ama,
continuò a stargli al fianco
senza farsene una pena.
Allora il Re rapito dal suo egoismo
mille volte partì in cerca
di un nuovo regno,
assicurando che il suo amore
voleva costruire,
ma i suoi castelli di sabbia
in riva al “Mare delle Illusioni” edificò.
Erano castelli dalle mura orlate,
dai ponti levatoi e dai cento passaggi segreti,
ma tutto ogni volta fu
dalle onde della vita spazzato via.
Lui allora come un bambino al suo
Dio chiese il perché?
- Perché non mi rispondi
quando affermo che l’amo?
E che son pronto finanche a morire
per Lei! -
In verità tutti sapevano
che preso dalla sua follia,
fu Lui che non udì voce e così risposta.
Per questo, partì
errante per il mondo, alla ricerca
di risposte.
Nel cuore di Lei
da quel momento
si formò un lago salato,
le cui acque non furono mai portate
alla luce, perché gli occhi
di giorno non piansero mai.
Abbandonato da tutto e da tutti,
quel Re si trovò perduto e dimenticato
tra le macerie di una vita
che non ebbe vincitori,
ma solo un uomo sconfitto.
Questo perché chi crede
che l’arroganza, la tentazione,
l’egoismo, siano alla base di un amore
e di quell’amore il proprio Re,
non sa, di quel Re
che dinanzi al suo Dio s’inginocchiò,
pronto a scontare per amore le sue pene.
- Straniero dov’è quel supremo sentimento
di cui tu parli? -
- E’ là, di fronte a noi, amico mio.
Dietro ai monti costruiti da quel Re! -
- Ma tu chi sei?-
- Ora, soltanto un uomo! -







