lunedì, 23 febbraio 2009

XXIII° Frammento: L’eredità.

 

                        - Sai Kim, non troveremo mai Florence, lui ci ha condotti qui per raccontarci con l’aiuto del silenzio la sua ultima storia, la più importante. E ora che noi siamo al cospetto di questo bosco, di questo fiume, come allievi, ai quali in dono è data la sua eredità, non possiamo fermarci.

Camminando per questo tratto di strada nella sua ricerca, lui come un’ombra ci ha accompagnato spiegandoci la vita, come se essa fosse un corso d’acqua che non si può trattenere o fermare, perché il suo approdo ultimo, sarà sempre e comunque il mare.

Kim, Florence ci ha preso per mano aprendo i nostri occhi davanti alle risposte che noi credevamo non visibili.

La verità di quelle risposte è qui amico mio, esse sono in ogni luogo davanti a noi, riconoscibili da sempre, per chi osserva con altri occhi.

Le insidie dei rovi e il superamento delle rocce, servono a chiunque abbia voglia e desiderio di quella crescita spirituale che va oltre il corpo e la mente.

Kim, noi siamo cresciuti in funzione del nostro piccolo ragionare, vediamo solo la parte esteriore di quel che esiste, nascondendoci da soli il suo prezioso interno. Per troppo tempo siamo stati abituati dai nostri sensi a nutrirci di un aspetto apparente e ora che siamo qui al confine di questo mondo con la possibilità di varcarlo, tu mi chiedi di lasciar stare e di tornare indietro.

No, amico mio anche se la vita ci mette a dura prova, su per le salite dai lunghi pendii e le tentazioni di facili strade in discesa, voglio andare avanti tra le spine e rovi dove si colgono solo piccole felicità. Io non tornerò indietro e se anche il tempo sarà inclemente per gli audaci e se anche mi ghiacciasse le mani e il cuore, nell’attesa di traguardi cosi lontani a venire, io vado avanti.

La vita ha tante strade e tutte diverse tra loro, ma una sola è la nostra, tocca saperla avvistare, mentre si va, se si vuole conoscere la Verità suprema.

Florence ci ha condotti qua, per spiegarci questo.

Io non voglio trattenermi ancora a lungo, anche perché non potrei, l’ho capito dallo scavalcare del fiume su alcune rocce.

Il quel corso d’acqua, mi son ritrovato.

Avevo un dubbio su quale sarebbe stato il corso della mia vita, ora lo sò.

La sicurezza me l’ha donata questo fiume, che scorre deciso, incurante d’altre scorciatoie. Ora, anche io, come quella spuma bianca che ha appena superato quelle rocce, tornerò a seguire la strada, Kim sento che questa è quella giusta.

 

 

 

                        - Ti stai domandando della tua volontà, e di quel che fino ad oggi la tua mente ha lasciato che tu credessi un elemento dei tuoi sacrifici, degli sforzi effettuati, e mi chiedi di spiegarti. Sei sicuro di voler sapere? Credi di esser in grado di poter capire? 

La volontà è solamente una giustificazione che la ragione ha dato a questo meccanismo ciclico qual è la vita e la catena che ci allontana dal muro a cui siamo legati. Con lei passeggiamo persuasi di esser liberi dal giogo, e se qualcuno ti afferma che corre per mezzo di quelle che lui chiama le sue decisioni è solo perché in sintonia con la strada che doveva in ogni caso percorrere.

Il destino è una strada che porta da un punto di partenza ad uno d’arrivo, quella strada non la puoi cambiare, la scelta sta solamente nel modo come percorrerla.

 

postato da: provaacapire alle ore 20:47 | Permalink | commenti
categoria:23° capitolo - libro