XXVI° Frammento: Chi sono?
Per diversi mesi cercai un collegamento tra tutte quelle parti che mi attribuivo.
Mi sentii come davanti ad un pannello luminoso, dove esposte rimanevano le restanti possibilità della vita.
Lì, in quel luogo immaginario il primo pensiero andò al tempo perso e alle occasioni avute.
A quindici anni avevo davanti a me, cinquecento opportunità, alcune sicuramente perdute per le circostanze che mi hanno visto nascere in un luogo invece che in un altro come avere la pelle bianca invece che nera o gialla. Punti di partenza che devono far riflettere su chi siamo e perché così siamo! ...
- Alla vista di una campagna, più di mille fiori vedrai, ma nonostante siano chiamati genericamente così, ognuna di quelle piante avrà caratteristiche differenti.
Alcuni di loro nasceranno nell’erba, altri sulle alture. Avranno colori diversi, come i climi, mentre le loro radici affonderanno sia nella terra arsa dal sole come nell’acqua di uno stagno.
Saranno forniti di corolle, per mettersi in mostra, di spine per difendersi. Esisteranno per esser dono di una nuova vita, come sul nudo marmo nella memoria saran poggiati, ma tu li chiamerai semplicemente fiori!
Saranno sfogliati per chiarire un amore, calpestati al passaggio di un’aiuola per la fretta di arrivare. Diverranno luci per i pennelli di un pittore che li renderà eterni, ma tu li chiamerai semplicemente fiori.
Medicheranno ferite, mentre altri saranno velenosi per colpire.
Di loro ti rimarrà per un po’ di tempo il ricordo, come un profumo che c’è, ma che non si vede. Assomigliano qualcuno dice alle persone, ma tu li chiamerai semplicemente fiori -.
...a sedici, ne rimanevano una cinquantina, a causa del mio allontanamento dalla scuola.
A diciotto erano poco più di dieci, se ci comprendevo le attività commerciali.
A venticinque se non hai un titolo di studio, ti congedano con “Grazie, ma non fa al nostro caso”. A trenta ti adegui a quel che rimane, nella speranza di superare nutrite e agguerrite selezioni, in compagnia di qualcuno che il titolo di studio veramente c’è l’ha, ma che in definitiva è nelle tue stesse condizioni.
Oltre i trenta, gli anni ti dimostrano, la rapidità del tuo sguardo nel passare su quel pannello, una velocità non dovuta hai tuoi occhi ma al niente esposto.
A quaranta il pannello è spento, nonostante qualcosa dentro ti comunichi che c’è ancora una possibilità. Ma quale?







