Storia d’amore e d’amicizia
Ce un vuoto oggi nei nostri cuori,
Ivan Ivanovic è partito.
E’ come se ad un tratto al
nostro sguardo sia mancato
il campo di grano che per tutto
l’inverno era pian piano cresciuto
oltre le finestre della dacia
lungo il fiume.
Tutti ci si aspettava di vederlo
maturo e ora che lo era, in tutta la
sua maestosità, alto e biondo,
per uno strano gioco del destino
la mietitura di una spada lo aveva
falciato, offrendolo alla nuda terra.
E’ accaduto stamane, tra le nebbie
fitte delle campagne alla porte
della gelida Leningrado la dove
conobbe l’amore e ora la morte.
E’ accaduto come nei racconti
da lui scritti, in un duello,
dove in palio c’era la sorte.
Vestiva di una sottil guisa bianca
gonfia di vento e ardore,
e stivali lucidi a specchio.
Andava convinto di ritornare
e come l’estate che passa,
e che da inutili appuntamenti
al cuore di chi ama,
anche lui sostenne la parte
di chi volge lo sguardo al
tempo e lo osa sfidare.
Ivan Ivanovic nel vederti riverso
in terra pensai che di li a poco
ti saresti rialzato
come quando con le spade di legno
da bambini ci affrontavamo
nell’acquitrino dello stagno,
ma oggi che ti ero padrino,
sei rimasto fermo
con i capelli sparsi
a far da saluto nel vento.
La lettera che mi hai dato
per la contessa Natasha Stepanova
credo farà di te pianto per
le prossime stagioni
le stesse che ti cullarono
per breve tempo.
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