martedì, 01 luglio 2008
 
NATA PER ME
 
 
 
Quando qualcuno mi chiederà
dirò che il tuo compleanno
viene in un giorno
imprecisato dell’inverno,
e che il tuo nome Polina
sta a significare la vastità dei
campi dove cresce il grano,
tu che sei appena un chicco
tra le spighe e le tempeste del vento.
 
Il tuo, è un paese lontano,
io lo conosco appena,
così come tu conosci il mio,
e tutto questo, mentre con gli occhi smarriti,
attenta guardi quel che ti è stato preparato.
 
Il tempo della tua permanenza
ha il limite che la gioia da ai sogni
gli stessi che scopri esistere mentre
in una vetrina vedi un fermacapelli che t’illumina
come neanche il sole sa fare.
 
Quando qualcuno mi chiederà di te
dirò che sei nata il giorno che ti vidi
mentre giocavi in un angolo colorando
il silenzio con le poche parole che conoscevi...
e che lui rimase come me affascinato,
tanto che restò ad ascoltare.
Io non so cosa ti potrò dare...
Ma se penso a quanto poco la vita per te ha stabilito,
mi riconosco in questo abbraccio che ti ritrae
come se tu avessi le ali...
 
Quando qualcuno mi chiederà di te
dirò di essere andata incontro al destino
per chiedergli che la gioia dei tuoi giorni
non sia temporanea.
ENRICO CARLOSTELLA
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categoria:poesie sull innocenza
domenica, 09 settembre 2007

Bolle di sapone 

Soffiami sul cuore e poi alzami fin sopra i pensieri.
Abbandonati  e volteggia negli spazi infiniti creati
dalle morbide forme dell’anima, e poi colorami
avvolgendomi in quel cristallo di sapone senza tempo.
Leggero sarà il volo che attraverserà i limiti e le paure
dove abitano solo i sogni di chi crede senza tremare.
Dimmi che mi accompagnerai tenendomi per mano figlio mio.
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categoria:poesie sull innocenza
venerdì, 20 ottobre 2006

FIGLI                                 

 

 

A te che sei figlio del domani

divorato dalla fame,

con in bocca il sale dell'odio,

piagato dalle infezioni e costretto

al gioco della guerra dietro le macerie

di casa, auguro una notte di pace.

A te che sei figlio senza padre,

bambino a cui è stata tolta la vita

ancor prima di averne una,

venduto per fame e per fame mangiato,

auguro una notte di stelle.

A te che sei un rifiuto e come spazzatura

trattato, dedico un cortile di sogni dove volare.

Ma soprattutto a te che sei genitore e credi

di esser tale, osserva i figli del mondo

come fossero figli tuoi.

Forse capirai che il tuo cadendo nei giardini

avrà un male minore, ma le lacrime credimi

sono figlie tutte dello stesso padre, il dolore.

Ama il sorriso di quando ti viene incontro,

o di quando chiede di qualcosa il perché,

anche un bacio talvolta ricordalo,

può far male se non dato in parti uguali.

Ama le sue ingenuità

che non hanno sottintesi, le bugie e i suoi giochi,

e di quando fa scudo del tuo corpo

perché ha paura.

Paura di questa notte,

dell'avvenire, della guerra, della solitudine,

e del tetto che a forma di mano

cade colpendolo, solo perché non ha capito

solo perché delle sue corse è sudato.

Se hai un pò del tuo prezioso tempo da dedicargli

stanotte portalo nel tuo cuore e asciuga

le sue lacrime, credimi le lacrime sono

figlie tutte dello stesso padre, il dolore.

Non esser quel padre.

 

 

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categoria:riflessioni, poesie sull innocenza
lunedì, 16 ottobre 2006

SOGNI

 

 

Vi ho visto addormentati

in un giorno dove il sole

già splendeva alto nel ciclo.

Eravate ai piedi

dei vostri mondi incantati

proprio dove re e regine

cavalieri e dame

danno il corso alla storia dei sogni.

Io dal di qua

vicino al vostro letto

ero spettatore

attraverso il vostro viso,

a volte meravigliato,

poi grintoso, impaurito,

e di nuovo gioioso.

Eravate così belli

con gli occhi chiusi

da sembrare come

quando si sta davanti ad un regalo.

Chissà se in questi giorni

vi saranno piaciute le mie sorprese?

Mi domando tra me e me.

Poi tutta ad un tratto...

Papà! Sì!

Che cosa stai facendo già in piedi?

Sto catturando quel gigante cattivo

scappato dai vostri sogni.

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categoria:poesie sull innocenza