





HO VOGLIA DI LASCIARMI ANDARE

ALLA FONTE
Inginocchiato alla fonte
con una donna anziana
al fianco me ne sto.
Lei strofina i lembi
di un lenzuolo, ma prima
vi ha passato sopra
un grosso pezzo di sapone.
Anch’io provo a far lo stesso,
ma non so dove iniziare.
Allora la donna mi dice
di cercare con i pensieri
la macchia, di stringerla
tra le mani, e poi di passarvi sopra
le cenere del pentimento.
Sono le prime volte che vado alla fonte,
un luogo dove c’è silenzio,
un luogo dove sembra fermo il tempo.
A differenza mia, la donna
versa lacrime dal viso.
Assomiglia ad un lento risciacquare,
…io ancor non son capace.
In quella posizione mi sento scomodo,
vorrei alzarmi e lasciar stare,
ma lei mi dà l’esempio chinando il capo,
quasi qualcuno dall’alto la guardasse.
A quel fare provo anch’io
con la mia anima
ancora sporca tra le mani…
solo allora qualcosa accade.
Nel sollevar la testa
m’accorgo che lei
nell’umile statura
se alzata, allora
anch’io faccio lo stesso
nell’imponenza del mio fisico terreno.
Entrambi in quella posizione
ci scambiamo un sorriso.
Il mio è timido, insicuro.
Il suo è largo, caldo, avvolgente.
A quel punto, lei fa uno strano
inchino alla fonte,
mentre io che ancora non capisco,
volto le spalle
per continuare a salire il monte.
A differenza mia
a lei basta un passo per esser già alla porta
della sua casa.