domenica, 06 luglio 2008
NON SONO COSI’
 
 
 
La mia realtà è ben altra
solo l’arte della poesia mi rende
come vorrei...
Dietro quell’angolo un altro me
sgomita con le proprie debolezze
inerpicandosi su altitudini
che mi rendono schiavo
di fatui richiami.
Così ogni volta m’inchino al mio Dio
disprezzandomi con l’inutile
promessa che di lì a poco avrò dimenticato.
E’ solo nelle ombre della sera che ritrova
spazio l’anima che è in me,
un sentimento compassionevole
che lenisce le ferite
tra le frasi di fantastiche storie
che scrivo mentre cerco di farmi forza per continuare.
La mia realtà è ben altra
solo l’arte della poesia mi rende
come vorrei...
Porta perdono o mio Dio
se nel vedermi come non sono
vago per strade dove mi sento perduto
...io so che pur sembrando
senza via d’uscita ...tu continui a vegliare su di me.
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categoria:poesie spirituali
mercoledì, 19 marzo 2008
Per te che mi sei padre
 
 
Ti scrivo in questa sera che non prendo sonno.
Ti scrivo appoggiato al confine delle interminabili
sequenze che giungono a prendermi per portarmi
dove tu… m’aspetti.
Mi piace immaginarti ogni volta allo stesso angolo
accanto alla porta che si apre.
Ad ogni ritorno mi accogli senza dir niente,
quasi delegassi al posto della tua voce
le esperienze che lasci che io coltivi 
per farne poi poesia.
A me basta solo chinarmi
per raccoglierle, e a farlo non sono
le mie mani, ma i pentimenti
che tu lasci affiorare
nelle trame del mio confidare,
fiori che dispongo per renderti omaggio.
In questi appuntamenti senza orari
nati dal bisogno di sentirti vicino,
mi sento più vero, perché
non c’è programma, ma solo
il soffio del vento
desiderato da entrambi
come unica voce.
E se anche di te non ho visione,
sento che mi posso fidare,
ed è per questo che ti lascio vedere nella sua totalità
il mio cuore… anch’esso venuto
in punta di piedi al tuo cospetto.
 
Ti scrivo in questa sera perché tu sappia
di questi pensieri venuti a contemplare
il tuo regno dove si può entrare senza bussare,
giunti come d’innanzi ad una meta
dopo un lungo viaggio.
Posso dirti che anche il solo
immaginarti ha la sua valenza,
per questo esser qui,
mi ripaga di ogni attesa,
per te che hai
sotto il tuo balcone
altri miei fratelli
che come me
vorrebbero
anche un solo tuo sguardo...
Enrico Carlostella
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categoria:riflessioni, vita, poesie spirituali
mercoledì, 06 febbraio 2008

 

TU CHE MI CHIAMI
 
 
 
La tua voce
sembra non darmi pace
in questa  vita che mi segna
tra i desideri di chi sogna.
Mi entra dentro e poi mi scuote
mentre il tempo di fuori
guarda e tace.
 
Io non so il perché
della tua voce
che mi parla e poi mi chiede
dichiarandomi la sua sete,
che io non dissetare,
che io non so assecondare.
 
Ma tu o mio Dio sei come il mare
e tra le tue mani dall’oggi
...mi chiedi altri domani...
che ancora non so capire,
tra le ferite del mio cuore,
tra altre mani che cerco di accarezzare,
“- Perdonami se non so cambiare - !”
 
La tua voce anche oggi
era nel silenzio
tra la piaghe, tra le pieghe,
di chi cuce e di chi prega
per tornare ad altra vita.
 
Tu non puoi sapere
come mi fa male
...non saperti abbracciare.
ENRICO CARLOSTELLA
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categoria:poesie spirituali
domenica, 06 gennaio 2008

 

HO VOGLIA DI LASCIARMI ANDARE

 

 
Ho voglia di piangere e scrivere
su quella parte che di me giace,
per consolarmi con parole
che nessuno all’infuori di te
mi ha mai saputo dire.
Stasera scriverò  per me tra i muri bianchi
della solitudine, lasciando che le ore
mi attraversino offrendomi quale pegno...,
pur sapendo che con la punta di quella penna
mi graffierò da solo  l’anima stesa a foglio.
Vorrei colpirmi con parole dure...
mentre aspetterò di essere accarezzato dal vento.
...Se almeno quest’aria triste
portasse lontano alle orecchie
di Dio il mio lamento!
Lui solo mi saprà consolare.
Lui che è il mare
dove di solito vado ad affogare.
Ho voglia di strillare
ma non posso,
vorrei inginocchiarmi
ma non son capace,
e tu, tu che sei l’unica mia pace,
mi guardi con gli occhi
colmi di comprensione.
Io che vorrei dirti ti amo
ma che non oso,
mentre mi tieni
 in una mano.
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categoria:poesie spirituali
mercoledì, 24 gennaio 2007

NAVIGANTI
 
Come una bottiglia nel mare vado,
contengo parole per il futuro.
Scritte su pergamena
lascio frasi ad altri
naviganti di un cielo capovolto,
specchio quest’ultimo di
speranza e di passione.
Di tanto in tanto annaspo
in vortici e correnti
senza però mai affondare,
sorretto dall'amore altrui.
Il mio nome a fondo pagina
poteva benissimo essere
anche il vostro,
voi che come me navigate
i mari della vita e non solo.
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categoria:qualcosa di me, poesie sulla vita, poesie spirituali
martedì, 17 ottobre 2006
...

ALLA FONTE

 

 

Inginocchiato alla fonte

con una donna anziana

al fianco me ne sto.

Lei strofina i lembi

di un lenzuolo, ma prima

vi ha passato sopra

un grosso pezzo di sapone.

Anch’io provo a far lo stesso,

ma non so dove iniziare.

Allora la donna mi dice

di cercare con i pensieri

la macchia, di stringerla

tra le mani, e poi di passarvi sopra

le cenere del pentimento.

Sono le prime volte che vado alla fonte,

un luogo dove c’è silenzio,

un luogo dove sembra fermo il tempo.

A differenza mia, la donna

versa lacrime dal viso.

Assomiglia ad un lento risciacquare,

…io ancor non son capace.

In quella posizione mi sento scomodo,

vorrei alzarmi e lasciar stare,

ma lei mi dà l’esempio chinando il capo,

quasi qualcuno dall’alto la guardasse.

A quel fare provo anch’io

con la mia anima

ancora sporca tra le mani…

solo allora qualcosa accade.

Nel sollevar la testa

m’accorgo che lei

nell’umile statura

se alzata, allora

anch’io faccio lo stesso

nell’imponenza del mio fisico terreno.

Entrambi in quella posizione

ci scambiamo un sorriso.

Il mio è timido, insicuro.

Il suo è largo, caldo, avvolgente.

A quel punto, lei fa uno strano

inchino alla fonte,

mentre io che ancora non capisco,

volto le spalle

per continuare a salire il monte.

A differenza mia

a lei basta un passo per esser già alla porta

della sua casa.

postato da: provaacapire alle ore 23:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, poesie che vanno oltre, poesie spirituali