domenica, 23 settembre 2007
COME ERAVAMO
 
Ti ricordi mi cingesti il braccio su di un fianco
e qualcuno disse quanto tu fossi bella.
C’era stato del tempo da quel momento
quasi entrambi aspettassimo il via del destino
un complice nascosto dietro l’angolo
invisibile di ogni vita...
E così al fine di poter recitare il nostro ruolo
lasciammo che gli occhi avessero parole,
cancellando in fretta i timori,
cosi da slegare  il capo alle funi
dove attraccati erano i pensieri 
di altri tempi.
Prime delle promesse ci furono
le visioni di quel che eravamo,
nella trasparenza che a volte aiuta,
ma che in altre occasioni disperde...
E così si raccolsero i primi baci
dati in un giorno che sa di un gusto vicino
seduti come eravamo al bordo dell’inizio di una storia.
Chissà quale musica suonò il vento per quell’occasione
e di quale colori si vesti il giorno!
Vorrei dirti che quelli eravamo noi
scritti e disegnati dalla penna di qualcuno che ci immaginò,
avrei voluto essere io farlo, ma la mia fantasia
non sarebbe mai arrivata a tanto.
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categoria:vita, qualcosa di me, poesie d amore
giovedì, 25 gennaio 2007

Sono passati solo tre mesi dall'inizio di quest'avventura di scrittore sul blog e credo sia anche terminata. Come il salire e lo scendere dai vagoni di un treno ho fatto la mia apparizione e in tanti (anche tu) mi siete passata/o accanto, sedendoti in un immaginario posto in un giorno per caso. E' stata un esperienza una di quelle che danno sempre qualcosa, perchè tutto nel viaggio della nostra vita è un susseguirsi di dare avere. Spero di aver dato nelle mie prose attimi di riflessione forse non è a caso il titolo Provaacapire.

                           Ora lascio queste poesie in consegna a queste pagine di vetro, così le chiamai in una mia prosa, credo di aver raccontato in esse un pò di me e di altri, compagni come voi di un viaggio nel profondo. Scrivo la mia ultima nell'attesa di un nostro eventuale incontro nel salire e scendere di altri treni, se casomai non fosse in questa vita nel vedervi nella prossima alle prime vostre parole statene certi mi Ricorderò di voi.

Con Affetto Enrico Carlostella

 

ENRICO

 

Qualcuno chiede di Enrico qualcuno dei pochi che lo ricorda ancora.

Un tempo si parlava di lui più spesso, ma lui ora non c'è.

In sere d'inverno sapeva ascoltarmi mentre in mano teneva fogli sgualciti, uno sciocco poeta scordato dal vento, una fragile foglia sospinta nel vuoto, una corteccia dove inciso è il destino.

Quando m'ha compreso scendendo per me in fondo al dolore

e con me è tornato senza voler esser ripagato credo di non aver capito,

io che gli altri avevo visto chieder in cambio qualcosa. Ma lui dagli altri differente è stato, me ne sono accorto quando da solo ha confessato al suo cuore gli errori commessi soffrendo in silenzio "solo così" mi disse "puoi dire di aver imparato". In quel momento son sicuro di averlo veramente conosciuto, in quel momento son sicuro di averlo veramente apprezzato. Qualcuno di tanto in tanto lo cerca in riva ad un mare o alle pendici di un monte, e li che sostava mentre cercava la vita. Ma invano tornano quelli che non lo hanno capito. Lui diceva " il momento che mi vivi   troverai al tuo fianco i miei pensieri perché come le ali veloci del vento sarai e sarò libero di vagare   hai confini del mondo.

Chissà se sei mai entrato in quel mondo, dove di tanto in tanto portava qualcuno! Forse è là, la casa che aveva tanto sognato, forse son là gli affetti che per giorni chiamò e che all'appello sono mancati. Cosa mancava al suo cuore per esser felice? Forse un sorriso donato per caso?    Forse l'aiuto un giorno improvviso? Forse l'amore che scrisse in mille poesie? Spesso tornava nei luoghi dove era stato bambino, volgendo lo sguardo nell'aria sperava in qualcosa.

Sembrava sperduto con accanto l'infanzia, sembrava più vero, con accanto se stesso..

Ma quando dai suoi amori non è stato capito, ha ceduto la ragione tenendo per sé l'amara verità della vita, un segreto di cui lui nelle sue poesie non ti ha mai parlato.

A preferito continuare ad amarti anche dopo il triste destino, senza dir niente. Qualcuno chiede di Enrico qualcuno dei pochi che lo ricorda ancora. Forse tu non lo sai, ma lui continuerà a tenerci per sempre nel suo cuore. Così come il giorno contiene le ore, così come la notte contiene la luna, così come nelle sue righe, c'è un pò di tutti voi.

 

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categoria:qualcosa di me, poesie d amore
mercoledì, 24 gennaio 2007

NAVIGANTI
 
Come una bottiglia nel mare vado,
contengo parole per il futuro.
Scritte su pergamena
lascio frasi ad altri
naviganti di un cielo capovolto,
specchio quest’ultimo di
speranza e di passione.
Di tanto in tanto annaspo
in vortici e correnti
senza però mai affondare,
sorretto dall'amore altrui.
Il mio nome a fondo pagina
poteva benissimo essere
anche il vostro,
voi che come me navigate
i mari della vita e non solo.
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categoria:qualcosa di me, poesie sulla vita, poesie spirituali
lunedì, 25 dicembre 2006
PER VOI DEL BLOG
 
Scrivo su pagine di vetro
la sera tardi…
e lascio parte
di me
a chi, anche se lontano,
per un attimo mi sarà accanto.
Scrivo raccontandomi
raccontandoti, mentre
navighiamo negli spazi
aperti di invisibili luci.
Mi propongo, ti proponi,
lanciando messaggi
che qualcuno raccoglierà
e in altre notti verranno
poi letti.
Scrivo per dimenticare, per ricordare,
per evolvermi e cambiare,
...sostenendomi...
sottolineando
i miei errori,
perché tu li sappia comprendere
e poi in un attimo perderne la memoria.
Poi scrivo l’amore…
quello di perduti amanti…
quello di chi chiede perdono…
così facendo parlo anche del tuo
che non conosco,
ma che ho provato
in giorni dove mi son
come te... dichiarato.
Mi affaccio, ti affacci
dalle stazioni dove siamo
ad aspettare i nostri treni.
E così facendo guadiamo le ore
nel riquadro dello schermo
alla nostra destra,
quanto ancora possiamo stare
...per sapere quanto dobbiamo
ancora aspettare per salire,
per volare, o per andare
una volta ancora a letto
e lì sognare…
Scriverò anche domani
su pagine di vetro...
e domani scriverò
nuovamente di noi
anime in volo
naviganti negli
spazi di invisibili luci
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categoria:riflessioni, qualcosa di me
venerdì, 20 ottobre 2006
Mi chiamano poeta
 
La mia penna, la mano, e il primo pensiero che silenzioso si siede.
La finestra, il cielo, e i miei occhi che si perdono mentre cercano.
La vita, l’infinito, e tu che volteggi trafiggendomi
il cuore di emozioni.
Tutto è pronto, anche stavolta è giunto il momento d’immortalarti
ove il tempo non necessita di esistere,
tutto è al proprio posto per quell’incontro
dato all’improvviso dai sentimenti.
La mia anima, un foglio, e tu che danzi.
La tua presenza, una frase, e io che volo.
Mi chiamano poeta, ma dimmi cosa sarei
se tu non muovessi i tuoi passi al mio fianco
tra il nero e il bianco di giorni sospesi.
Mi chiamano poeta, ma dimmi cosa scriverei
se tu non musicassi l’aria, se tu non mi respirassi dentro,
tu ora sei come un incanto…
Allora scrivo è traccio i lineamenti
del tuo corpo sottraendolo alla materia
e così si fa sera…ma noi non ce ne accorgiamo
perché nel nostro mondo
in una riga posso cambiare il nome alle stagioni
avvalendomi di un amore che non ha confini.
Io scrivo di me, di noi,
perché nulla possa andar mai perso
e tutto questo mentre ti chiedo di baciarmi ancora
perché in quel verso sei già…”memoria”.
Mi chiamano poeta, ma dimmi cosa racconterei
se tu mancassi da questa mia esistenza
tu che riempi ogni angolo di questa mia stanza.
Mi chiamano poeta, ma dimmi
potrei esserlo se tu non fossi qui ora…
mentre mi soffi pensieri
in questa nuova aurora…
Ditelo che sono stato un poeta,
ma dite anche che…
nulla di quel che ho scritto sarebbe stato
se Lei…non avesse per me vissuto.
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categoria:qualcosa di me, poesie d amore
giovedì, 12 ottobre 2006

Tutte le poesie che si trovano sul mio Blog sono state composte in oltre trentanni di scrivere. Quanto da me espresso il più delle volte è nato in pochi minuti, nell'alternanza di gioie e dolori, di meditazioni e riflessioni, momenti che prendevo alla vita e che poi conservavo a difesa del tempo. Talvolta nel leggerle mi meraviglio io stesso di averle così composte. Non ho mai badato a come nascevano, il mio compito era solo di trascriverle al fine di raccontare a qualcuno gli stati d'animo più intensi della vita. Spero di dare a chi si fermerà tra questi brani l'illusione di un luogo ove il tempo non ha i minuti contati.

Enrico

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categoria:qualcosa di me