
categoria:poesie d amore, racconto zen

IL DISCEPOLO, IL MAESTRO, E L’ASSOLUTO
Un discepolo tanto tempo fa prese la strada
che portava alla sommità del monte Manka,
dopo aver visto che il suo maestro
ogni mattina vi saliva per poi ridiscendervi al tramonto.
Il maestro affermava che lassù parlava all’Assoluto.
Il discepolo preso dal desiderio di parlare
anche lui con l’Infinito, s’incamminò
verso la sommità del monte.
Sebbene il maestro si fosse accorto
della sua partenza, non fece nulla per fermarlo.
Ben presto però, il discepolo
nonostante la giovane età, avvertì
la fatica, ma lui imperturbabile continuò a salire,
incurante del dolore.
Sopraggiunse però la fame e poi il cattivo tempo.
Credendo che i soli pensieri positivi
potessero aiutarlo continuò, ma aimè questo a poco servì
perché a metà della montagna
nonostante il coraggio, si accorse che
era sopraggiunta la notte e così il freddo
Per non parlare dell’orientamento che
nel frattempo era andato perduto.
Allora cercò riparo in una grotta.
Appena vi fu entrato nell’oscurità trovò una luce
e incredibilmente il suo maestro accanto al fuoco.
- Maestro! – disse con stupore il discepolo
- Cosa fa lei qui? –
- Ti aspettavo per ricondurti a casa! –
- Ma come poteva sapere che sarei entrato
in questa grotta? –
- Caro ragazzo, anch’io quando ero discepolo
desiderai incontrare prima del tempo prestabilito
l’ Assoluto per sapere le verità della vita,
e così come te mi persi. Ed è qui che il mio
maestro mi attese. Nel ricondurmi a casa egli
mi spiegò che i traguardi sono raggiungibili
solo quando è l’Assoluto a volerceli indicare.
Solo allora Lui ti spiegherà! -