lunedì, 08 gennaio 2007

AMORI SENZA CONFINI
 
Ho-May il profumo dello zenzero
solleva la fatica del cuore,
mentre attraverso le montagne
color carta da zucchero.
Se non fosse per i tuoi occhi che mi
corrono incontro, mentre i fiori
di Pan s’aprono a volo di farfalla,
sono sicuro che desisterei dall’avanzar
nella tua ricerca.
Un lungo giro di stagioni oramai ci divide,
come il fiume Goghey taglia le sponde
di India e Cina.
Tutto questo assomiglia, quando ci penso,
a una folta distesa di giorni sparsi dal destino,
dove noi siamo ai margini,
esuli a raccontar l’uno dell’altro.
Ho-may il distacco in alcune sere
è come un dardo scoccato dalla Dea Maon
nel quinto sutra, incendia non solo il cielo,
ma anche l’anima coperta a riparo
dai soli brandelli
di quel che di te rimane in mente.
Quando questo sta per prendermi del tutto,
le canne di bambù suonate dal dio Visnù,
cacciano la tristezza per abbracciare
i rami dei mandorli già in fiore.
Segno questo, che presto
parleranno non solo i nostri pensieri,
ma anche i baci conservati
nella neve degli inverni.
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categoria:poesie d amore, racconto zen
martedì, 17 ottobre 2006

IL DISCEPOLO, IL MAESTRO, E L’ASSOLUTO

 

Un discepolo tanto tempo fa prese la strada

che portava alla sommità del monte Manka,

dopo aver visto che il suo maestro

ogni mattina vi saliva per poi ridiscendervi al tramonto.

Il maestro affermava che lassù parlava all’Assoluto.

Il discepolo preso dal desiderio di parlare

anche lui con l’Infinito, s’incamminò

verso la sommità del monte.

Sebbene il maestro si fosse accorto

della sua partenza, non fece nulla per fermarlo.

Ben presto però, il discepolo

nonostante la giovane età, avvertì

la fatica, ma lui imperturbabile continuò a salire,

incurante del dolore.

Sopraggiunse però la fame e poi il cattivo tempo.

Credendo che i soli pensieri positivi

potessero aiutarlo continuò, ma aimè questo a poco servì

perché a metà della montagna

nonostante il coraggio, si accorse che

era sopraggiunta la notte e così il freddo

Per non parlare dell’orientamento che

nel frattempo era andato perduto.

Allora cercò riparo in una grotta.

Appena vi fu entrato nell’oscurità trovò una luce

e incredibilmente il suo maestro accanto al fuoco.

- Maestro! – disse con stupore il discepolo

- Cosa fa lei qui? –

- Ti aspettavo per ricondurti a casa! –

- Ma come poteva sapere che sarei entrato

in questa grotta? –

- Caro ragazzo, anch’io quando ero discepolo

desiderai incontrare prima del tempo prestabilito

l’ Assoluto per sapere le verità della vita,

e così come te mi persi. Ed è qui che il mio

maestro mi attese. Nel ricondurmi a casa egli

mi spiegò che i traguardi sono raggiungibili

solo quando è l’Assoluto a volerceli indicare.

Solo allora Lui ti spiegherà! - 

postato da: provaacapire alle ore 23:20 | Permalink | commenti (3)
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