venerdì, 02 maggio 2008

 

ANCHE PER TE

Amo.
Amo il cielo.
e Il soffio del vento in esso,
e le tue mani sul mio petto,
come l’ombra e il suo dispetto.
Amo.
Amo lo sfogliare di un libro
e la luce di una candela,
mentre me ne sto nell’assenza di pensieri,
(pur sapendo che andrò dimenticando).
Amo,
amo il tuo ridir del mio attaccamento,
mentre giocosa balli passandomi  accanto.
Amo l’odore del fieno
proveniente dai finestrini
di un treno
e lo sfiorare delle pesche sul ramo
che io dico assomigliar al tuo seno.
 
Ma benché ami Il profumo della terra
e la luce del calar del sole,
m’accorgo che ancora mendico
 l’inutile saggezza esposta tra gli scaffali
di  librerie in posa.
 
Io amo le arti e il mio naufragar in esse,
come la musica proveniente
dai caffè all’aperto, luoghi
trovati per caso mentre cercavo
la via del ritorno.
O la pittura di chi ritrae
una futura memoria
stesa e pronta per esser rapita.
 
Quando m’accorgerò d’aver sognato
e di non aver abbastanza vissuto,
allora cancellate questa mia poesia
dal vostro cuore perché
io ho creduto di amarvi.
Enrico Carlostella
 
 
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categoria:riflessioni, vita
mercoledì, 19 marzo 2008
Per te che mi sei padre
 
 
Ti scrivo in questa sera che non prendo sonno.
Ti scrivo appoggiato al confine delle interminabili
sequenze che giungono a prendermi per portarmi
dove tu… m’aspetti.
Mi piace immaginarti ogni volta allo stesso angolo
accanto alla porta che si apre.
Ad ogni ritorno mi accogli senza dir niente,
quasi delegassi al posto della tua voce
le esperienze che lasci che io coltivi 
per farne poi poesia.
A me basta solo chinarmi
per raccoglierle, e a farlo non sono
le mie mani, ma i pentimenti
che tu lasci affiorare
nelle trame del mio confidare,
fiori che dispongo per renderti omaggio.
In questi appuntamenti senza orari
nati dal bisogno di sentirti vicino,
mi sento più vero, perché
non c’è programma, ma solo
il soffio del vento
desiderato da entrambi
come unica voce.
E se anche di te non ho visione,
sento che mi posso fidare,
ed è per questo che ti lascio vedere nella sua totalità
il mio cuore… anch’esso venuto
in punta di piedi al tuo cospetto.
 
Ti scrivo in questa sera perché tu sappia
di questi pensieri venuti a contemplare
il tuo regno dove si può entrare senza bussare,
giunti come d’innanzi ad una meta
dopo un lungo viaggio.
Posso dirti che anche il solo
immaginarti ha la sua valenza,
per questo esser qui,
mi ripaga di ogni attesa,
per te che hai
sotto il tuo balcone
altri miei fratelli
che come me
vorrebbero
anche un solo tuo sguardo...
Enrico Carlostella
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categoria:riflessioni, vita, poesie spirituali
venerdì, 07 marzo 2008
<B>13enne uccisa, arrestata una donna<br>"Non ho avuto coraggio di fermarmi"</B>
COME UNA FOGLIA    (Batute Oueslati)
 
 
Quando l’ombra è comparsa
nonostante il buio,
il colore della tua vita non
ha avuto neanche il tempo
di accorgersi di quel che accadeva.
Cosicché occhi luminosi
e malvagi ebbero la meglio
sul tuo esile corpo.
E’ stato un attimo,
giusto il tempo
di ondeggiare
come in balia del vento,
sospinta da una sponda all’altra
per poi come una foglia
adagiarti più giu.
Oggi anch’io ho saputo,
mentre poggiata stavi tra le note
di un giornale che leggevo
tra l’indifferenza del tempo che passa.
Ad un tratto i tuoi  anni
hanno dato risalto al mio dolore di padre,
mentre m’accorgevo tramite te
del mio viaggio veloce nella vita.
Con la tua storia di bambina
sei riuscita a fermare
i miei pensieri e con loro anche i miei passi.
E’ stato tutto in attimo
lo stesso tempo che ti ha divisa
da chi amavi.
Possa la mano di chi ora ti è accanto,
accompagnarti oltre i nostri
limiti terreni.
Enrico Carlostella
Batuste era uscita a gettare l'immondizia, a poca distanza da casa.
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categoria:riflessioni, vita
lunedì, 26 novembre 2007
 
A CHET BAKER
 
Ci sono sere in cui mi perdo nello sguardo
che non ha più voglia d’indagare.
Sono sere che mi siedo con le labbra
al bordo di un bicchiere,
pronto a scivolare
in esso e nel profondo
per verificare la mia capacità
a spiccare il volo oltre i limiti
della mia esistenza.
Io sino ad oggi ho solo tentato.
Mi è accaduto di provare a farlo più volte
tra il fumo che mi accecava il cuore,
ho provato e riprovato nonostante
la vita mi schiacciasse i polmoni
io che li riempio di musica in locali
dove lo scorrere d’immagini sugli specchi
e di giovani donne venute a cercar fortuna
nella vetrina della vita.
Tutti conoscono il mio nome,
ma chi sono veramente nessuno lo sa,
solo la mia tromba mi conosce,
lei tra le labbra non ferisce.
Mi si dona mentre la bagno
dopo aver bevuto in un sorso
l’esistenza di qualche stupido
che ride tra il pubblico.
Io la sfioro
come una donna e lei per me
produce suoni che incantano.
Addirittura le luci nella sala
quando l’ascoltano
si spengono... ed e per questo che
anch’io chiudo gli occhi
mentre mi parla...
Nessuno mi parla come lei,
Nessuno mi bacia come lei,
Nessuno accetta come lei
il respiro della mia vita
dentro se.
Io ti amo, qualunque cosa accadrà.
Annegassi in quel prossimo bicchiere
o nel fumo di questo locale,
continuerò a baciarti
come tu fai per me.
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categoria:riflessioni, vita, poesie d amore
domenica, 30 settembre 2007

 

A MEMORIA
 
A piedi scalzi ho attraversato strade
lasciandomi alle spalle il dolore
che con obbligo ho calpestato,
riconoscendolo nonostante tutto,
artefice della umana crescita
condizione ultima della mia elevazione.
Ero in fila, schiena a schiena,
pronto a marciare per qualcosa
che nessuna mano afferra...”la libertà”
Ero lì non per un mio interesse,
ma per chi non ha gambe,
per chi non ha voce, e per chi come tanti
si nasconde credendosi al sicuro.
Ero nella pioggia dei miei stessi fratelli
e con loro ho nuotato alla ricerca di nuove rive
dove il cielo ha il colore della speranza.
Il mio nome e il tuo nome
comunque sarà, rimarranno uniti nel vento,
comunque gli eventi,
sparsi nel turbinio purificatore
che la pioggia da alla vita.  
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categoria:riflessioni, vita
domenica, 12 agosto 2007

Nel mare della vita
 
 
Nel mare delle tue lacrime
consoli l’anima da quello
che nessuno all’infuori di te
sa vedere.
Bevi l’essenza amara della vita
e vorresti naufragare
nella voragine della tua tristezza,
ma qualcosa ti trattiene.
Qualcuno lo chiama istinto
e per te che lo credi spento
ancora fa luce.
Tu sei la vita.
Tu sei l’immenso,
qualunque dramma
calchi la scena
della tua esistenza.
 
(Brano ispirato da una foto Ansa)
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categoria:riflessioni, poesie sulla vita
mercoledì, 09 maggio 2007
STELLE INDIFFERENTI
 
Un papa ben vestito
scortato dalla polizia per andare in visita ad un ospedale...
una tredicenne venduta per una birra che il padre berrà...
gente in fila per assistere ad un processo
per una condanna che nessuno mai sconterà...
mentre televisori sono accesi per confondere
il silenzio di una casa vuota...
e poi dimmi cosa ne sai delle poche stelle nel cielo
viste da astronomi senza cuore...
...
Una balena trascinata nel ventre di un'altra balena d’acciaio...
una donna che di lato ad un negozio in centro
dorme a scacciare il freddo dell’indifferenza che passa...  
mentre le immagini di una guerra
vengono proiettate in una vetrina
silenziosa per far rumore...
e poi dimmi cosa ne sai delle poche stelle nel cielo
viste solo da cartomanti che
ti vendono sogni per un tuo mancato amore...
...
Bambini che disegnano le proprie torture perché
resi muti dal proprio dolore mentre adulti
scambiano foto dove il corpo assume un falso valore...
mentre macchine sfrecciano credendo
di poter superare il destino...
mentre il cielo e venduto da chi
crede che un giorno lo potrà abitare...
e poi dimmi cosa ne sai delle stelle
quelle vere che nessuno sa
più in verità guardare...
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categoria:riflessioni, poesie sulla vita, poesie che vanno oltre
domenica, 14 gennaio 2007
                                       L’ATTESA                                         
 
C’è un tempo chiamato Attesa,
assomiglia al vento.
Qualcuno mi ha parlato
che ogni giorno c’è un’attesa,
come ogni giorno c’è un lamento.
C’è l’attesa per la vita,
per la morte,
e per i dadi
che il destino tira per ogni sorte.
L’attesa è un tempo
che non sai mai quanto dura.
E’una vigliacca luna
che non arriva,
e così ti lascia solo,
nel buio della notte,
con quello che non sai.
E’ così che ho atteso
i miei anni migliori, per poi…
voler tornare ai precedenti
E’ così che ho atteso…
per lasciare alle mie spalle
gli anni chiamati…
perdenti.
L’attesa è un peso che porti dentro.
Un lungo filo che s’intreccia alla storia di altri.
Un discorso lasciato poi in sospeso,
quasi fosse già parte della tua memoria.
Ora che sono qui, alle porte
del Dio del tempo,
in ginocchio chino il capo, poi
lo Invito..
e poi lo prego.. e poi di nuovo.. risento il vento.
 
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categoria:riflessioni, poesie d amore, poesie sulla vita
lunedì, 25 dicembre 2006
PER VOI DEL BLOG
 
Scrivo su pagine di vetro
la sera tardi…
e lascio parte
di me
a chi, anche se lontano,
per un attimo mi sarà accanto.
Scrivo raccontandomi
raccontandoti, mentre
navighiamo negli spazi
aperti di invisibili luci.
Mi propongo, ti proponi,
lanciando messaggi
che qualcuno raccoglierà
e in altre notti verranno
poi letti.
Scrivo per dimenticare, per ricordare,
per evolvermi e cambiare,
...sostenendomi...
sottolineando
i miei errori,
perché tu li sappia comprendere
e poi in un attimo perderne la memoria.
Poi scrivo l’amore…
quello di perduti amanti…
quello di chi chiede perdono…
così facendo parlo anche del tuo
che non conosco,
ma che ho provato
in giorni dove mi son
come te... dichiarato.
Mi affaccio, ti affacci
dalle stazioni dove siamo
ad aspettare i nostri treni.
E così facendo guadiamo le ore
nel riquadro dello schermo
alla nostra destra,
quanto ancora possiamo stare
...per sapere quanto dobbiamo
ancora aspettare per salire,
per volare, o per andare
una volta ancora a letto
e lì sognare…
Scriverò anche domani
su pagine di vetro...
e domani scriverò
nuovamente di noi
anime in volo
naviganti negli
spazi di invisibili luci
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categoria:riflessioni, qualcosa di me
domenica, 17 dicembre 2006
L'attore
Anche oggi entro in scena, anche oggi do prova di me stesso.
Anche oggi il mio nome è stato affisso nella locandina della vita.
Un nome non l’ho scelto, ma che qualcuno ha stabilito,
in un giorno dove il sipario si è aperto,
ed ora… eccomi qua…una volta ancora.
Recito a braccio un copione suggerito dall’alto, che io stesso
modifico quando lo sfondo dei desideri mi attrae.
Interpreto tutti i ruoli nel vortice di luci, e mi inchino e salto,
offrendomi mentre attendo applausi.
Così bilancio sulle assi di un palco il bene e il male,
assecondando ragioni mentre il tempo modifica i miei stili.
Sono un attore nel teatro più grande del mondo,
anche se non sono poi così importante.
Alle mie rappresentazioni seduto nelle prime file qualcuno
lo conosco più da vicino, gli amici sono nelle quarte,
nel mezzo ci sono i critici, spine al fianco mentre nel fondo
della sala nel buio siedono quelli che non vedo da tempo
ma che affollano ancora i miei pensieri.
Anche oggi entro in scena, anche oggi sarò Re o Tiranno,
povero o ricco, padre o figlio, falso, sincero, amato, odiato
e tutto questo su fondali di cartone
divenendo servo o padrone.
Spero di farlo senza recar danni
…a questi anni,
segni che non si cancellano…
qualcuno le chiama ferite…
io preferisco chiamarle
magnifiche serate.
postato da: provaacapire alle ore 22:15 | Permalink | commenti (6)
categoria:riflessioni, poesie che vanno oltre